Il punto di riferimento del mercato della manutenzione tessile e della detergenza. In particolare si rivolge alla grande Lavanderia Industriale, Laboratori di Lavanderia Artigianale, pulitintolavanderia, Self-service. Sfoglia in totale libertà e praticità la Rivista Digitale.
Considerazioni e valutazioni mensili su generali e/o tecnici riguardanti il mondo dell'impresa, dell'economia del lavoro.
Direttore editoriale
Ogni mese viene affrontato un argomento in cui le aziende illustrano e valorizzano commercialmente un prodotto o una linea di prodotti.
Approfondimento mensile su una tematica specifica a cura della redazione tramite interviste con le aziende interessate.
di
Marzio Nava
Nel contesto di una lavanderia commerciale o di una tintolavanderia, il fattore costi rappresenta una leva strategica per la redditività. La struttura dei costi è composta da costi fissi, quali affitto, ammortamento degli impianti, personale e spese amministrative, e da costi variabili legati a consumi energetici, acqua, prodotti chimici, manutenzione e materiali di consumo. Un approccio economico-gestionale richiede la misurazione del costo medio per ciclo e del costo per capo trattato, nonché l’analisi del punto di pareggio in relazione ai volumi di lavoro. Il monitoraggio degli indicatori di efficienza consente di ottimizzare l’impiego delle risorse e ridurre gli sprechi. Una gestione accurata dei costi supporta la definizione dei prezzi, migliora la competitività e garantisce la sostenibilità economica dell’attività. Inoltre, la pianificazione degli investimenti e la contrattazione con i fornitori permettono di stabilizzare i margini e migliorare il controllo di gestione utile
di
Marzio Nava
Negli ultimi anni il mercato del lavoro, in particolare italiano, sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un crescente disallineamento tra domanda e offerta di manodopera. Molte imprese, in settori diversi tra loro, faticano a reperire personale qualificato e disponibile, nonostante livelli di disoccupazione che, almeno in apparenza, potrebbero suggerire il contrario. Le cause di questa difficoltà sono molteplici: cambiamenti demografici, invecchiamento della popolazione attiva, evoluzione delle competenze richieste, minore attrattività di alcune professioni e aspettative diverse da parte dei lavoratori, soprattutto delle generazioni più giovani. In particolare, il settore della lavanderia industriale rappresenta un caso emblematico. Si tratta di un comparto strategico per numerose filiere – sanità, ospitalità, ristorazione, industria e servizi. Tuttavia, le aziende del settore si confrontano quotidianamente con una cronica difficoltà di reperimento della manodopera, sia per ruoli operativi sia per figure tecniche specializzate. Ci si trova di fronte ad una carenza di competenze. Il lavoro in lavanderia industriale è spesso percepito come fisicamente impegnativo, svolto su turni e in ambienti produttivi che richiedono attenzione, precisione e rispetto rigoroso delle procedure. A queste caratteristiche si aggiunge una conoscenza ancora limitata del settore da parte del grande pubblico, che contribuisce a renderlo poco attrattivo rispetto ad altri ambiti considerati più moderni o flessibili. Di conseguenza, molte imprese si trovano a gestire carenze di personale che incidono sull’organizzazione del lavoro, sui costi e sulla capacità di rispondere tempestivamente alle esigenze dei clienti. Affrontare il tema della manodopera nella lavanderia industriale significa quindi riflettere più in generale sulle dinamiche del mercato del lavoro, sulla valorizzazione delle competenze e sulla necessità di rendere questi mestieri più riconosciuti, attrattivi e sostenibili nel lungo periodo
di
Marzio Nava
Nel cuore delle lavanderie industriali e dei laboratori, l’acqua gioca un ruolo cruciale. Ogni ciclo di lavaggio, che coinvolge tonnellate di biancheria ogni giorno, dipende da una gestione ottimale delle risorse idriche. Ogni lavanderia industriale consuma grandi quantità di acqua: dal lavaggio al risciacquo, passando per i cicli di pretrattamento. Ma non è solo il consumo a essere rilevante: la qualità dell’acqua può avere un impatto diretto sui costi operativi e sulla durata delle attrezzature. Per rispondere a queste necessità, molte lavanderie industriali si affidano a sofisticati sistemi di trattamento dell’acqua. Tra i più comuni ci sono gli addolcitori, che rimuovono i minerali responsabili della durezza, e i sistemi di filtrazione che eliminano impurità e particelle sospese. Inoltre, alcuni impianti impiegano tecnologie come l’osmosi inversa per purificare l’acqua, permettendo il suo riutilizzo. Tuttavia, non basta semplicemente trattare l’acqua: è fondamentale monitorare costantemente la qualità del flusso in ingresso. Per questo motivo, sono sempre più diffusi sensori e dispositivi di monitoraggio che rilevano in tempo reale variazioni nei parametri dell’acqua, come pH, durezza e contaminazione. Questi strumenti permettono alle lavanderie di correggere rapidamente eventuali problemi, riducendo i rischi di danneggiare le attrezzature e ottimizzando i costi operativi.
di
Marzio Nava
La comparazione tra un essiccatoio professionale con uno ad utilizzo domestico può essere interpretabile per i professionisti del settore come una sorta di provocazione. Perché il piano professionale è collocabile su una dimensione, anzi, direi su un pianeta completamente diverso da quello di casa. I tempi di asciugatura sono totalmente diversi. La differenza fondamentale è data dalla potenza. Gli essiccatoi a carattere industriale sono macchine professionali con performance migliori rispetto alle comuni asciugatrici. Le dimensioni del macchinario fanno la differenza, ma non solo. Il microcosmo degli essiccatoi, che poi non è così tanto micro, permette la scelta tra un’ampia gamma, esistono essiccatoi a gas, a vapore, elettrici a circuito chiuso, ma anche modelli che prevedono la possibilità di scegliere ogni volta la fonte di energia da usare. Quali sono le differenze fondamentali, le innovazioni e il valore aggiunto degli essiccatoi che realizzate?
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