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Detergo Magazine

Il punto di riferimento del mercato della manutenzione tessile e della detergenza. In particolare si rivolge alla grande Lavanderia Industriale, Laboratori di Lavanderia Artigianale, pulitintolavanderia, Self-service. Sfoglia in totale libertà e praticità la Rivista Digitale.

Editoriale

Considerazioni e valutazioni mensili su generali e/o tecnici riguardanti il mondo dell'impresa, dell'economia del lavoro.

Marzio Nava

Marzio Nava

Direttore editoriale

EPR, riciclo tessile e responsabilità dei produttori, a che punto siamo?

Il tessile è a un punto di svolta. Nei prossimi mesi, con l’introduzione della responsabilità estesa del produttore (EPR), l’intera filiera – dalla progettazione alla gestione del fine vita – sarà chiamata a ripensarsi in chiave strutturale. Non si tratta di un semplice adeguamento normativo, ma di una trasformazione destinata a incidere sui modelli industriali, sui consumi e sulla stessa organizzazione del sistema dei rifiuti.

DETERGO.EU accelera sul digitale: l’informazione tecnica passa anche dal podcast

Nel panorama della comunicazione specializzata dedicata alla cura professionale del tessile, DETERGO.EU compie un nuovo passo nel percorso di evoluzione digitale.

Trade News

Reportage

Approfondimento mensile su una tematica specifica a cura della redazione tramite interviste con le aziende interessate.

   di
MARZIO NAVA

Il trattamento degli abiti da lavoro e dei DPI nelle lavanderie industriali e professionali è oggi un nodo centrale per la sicurezza sul lavoro. Le lavanderie specializzate non svolgono più un semplice ruolo di pulizia, ma sono divenute parte integrante del sistema di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori. Il quadro normativo di riferimento impone al datore di lavoro l’obbligo di mantenere in efficienza i DPI e garantirne le condizioni igieniche idonee. Le lavanderie industriali moderne impiegano tecniche di trattamento avanzate basate su sistemi automatizzati di dosaggio detergenti, controllo delle temperature e tracciabilità RFID per monitorare ogni capo. L’impiego di prodotti a basso impatto ambientale e di tecnologie di risparmio energetico, contribuisce inoltre a ridurre l’impronta ecologica. Le aziende produttrici, nei diversi ambiti di competenza, quali misure attuano?

Reportage

Abiti da lavoro e DPI, quali le nuove tecniche di intervento tra criteri normativi e qualità del servizio?

di
Marzio Nava

 

Nel 2026 il quadro degli incentivi legati al Piano Transizione 5.0 entra in una fase di assestamento. La misura, introdotta per sostenere nel biennio 2024-2025 gli investimenti in innovazione digitale ed efficienza energetica, continua a produrre effetti per i progetti avviati entro i termini previsti, che possono arrivare a completamento anche nel corso del 2026. Il meccanismo del credito d’imposta premia in particolare gli investimenti in beni strumentali interconnessi, sistemi di automazione, tecnologie digitali e soluzioni capaci di generare una riduzione misurabile dei consumi energetici nei processi produttivi. Accanto alle opportunità restano tuttavia alcuni elementi da non sottovalutare. Le aziende devono infatti confrontarsi con requisiti tecnici specifici, tra cui la dimostrazione dei benefici energetici ottenuti e l’obbligo di certificazioni rilasciate da professionisti qualificati. Per le imprese il 2026 si configura quindi come un anno di passaggio: da un lato la chiusura operativa delle misure legate al PNRR, dall’altro la possibile evoluzione degli strumenti di politica industriale verso modelli più strutturali di sostegno agli investimenti in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Quali sono state le virtù e le potenzialità di questi incentivi e cosa ci può riservare il futuro?

Reportage

Industria 4.0, Transizione 5.0 e superammortamento, a che punto siamo?

di
Marzio Nava

Nel contesto di una lavanderia commerciale o di una tintolavanderia, il fattore costi rappresenta una leva strategica per la redditività. La struttura dei costi è composta da costi fissi, quali affitto, ammortamento degli impianti, personale e spese amministrative, e da costi variabili legati a consumi energetici, acqua, prodotti chimici, manutenzione e materiali di consumo. Un approccio economico-gestionale richiede la misurazione del costo medio per ciclo e del costo per capo trattato, nonché l’analisi del punto di pareggio in relazione ai volumi di lavoro. Il monitoraggio degli indicatori di efficienza consente di ottimizzare l’impiego delle risorse e ridurre gli sprechi. Una gestione accurata dei costi supporta la definizione dei prezzi, migliora la competitività e garantisce la sostenibilità economica dell’attività. Inoltre, la pianificazione degli investimenti e la contrattazione con i fornitori permettono di stabilizzare i margini e migliorare il controllo di gestione utile

Reportage

IL FATTORE “C” COSTI, IL RISPARMIO ENERGETICO E LA RIDUZIONE DEI CONSUMI IN LAVANDERIA

di
Marzio Nava

 

Negli ultimi anni il mercato del lavoro, in particolare italiano, sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un crescente disallineamento tra domanda e offerta di manodopera. Molte imprese, in settori diversi tra loro, faticano a reperire personale qualificato e disponibile, nonostante livelli di disoccupazione che, almeno in apparenza, potrebbero suggerire il contrario. Le cause di questa difficoltà sono molteplici: cambiamenti demografici, invecchiamento della popolazione attiva, evoluzione delle competenze richieste, minore attrattività di alcune professioni e aspettative diverse da parte dei lavoratori, soprattutto delle generazioni più giovani. In particolare, il settore della lavanderia industriale rappresenta un caso emblematico. Si tratta di un comparto strategico per numerose filiere – sanità, ospitalità, ristorazione, industria e servizi. Tuttavia, le aziende del settore si confrontano quotidianamente con una cronica difficoltà di reperimento della manodopera, sia per ruoli operativi sia per figure tecniche specializzate. Ci si trova di fronte ad una carenza di competenze. Il lavoro in lavanderia industriale è spesso percepito come fisicamente impegnativo, svolto su turni e in ambienti produttivi che richiedono attenzione, precisione e rispetto rigoroso delle procedure. A queste caratteristiche si aggiunge una conoscenza ancora limitata del settore da parte del grande pubblico, che contribuisce a renderlo poco attrattivo rispetto ad altri ambiti considerati più moderni o flessibili. Di conseguenza, molte imprese si trovano a gestire carenze di personale che incidono sull’organizzazione del lavoro, sui costi e sulla capacità di rispondere tempestivamente alle esigenze dei clienti. Affrontare il tema della manodopera nella lavanderia industriale significa quindi riflettere più in generale sulle dinamiche del mercato del lavoro, sulla valorizzazione delle competenze e sulla necessità di rendere questi mestieri più riconosciuti, attrattivi e sostenibili nel lungo periodo

Reportage

Mercato del lavoro, il ricorso alla manodopera in lavanderia industriale è un fattore critico, quali le vie d’uscita?

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