/ Magazine / ÈCOSÌ e la sfida delle microplastiche: ricerca, innovazione e sostenibilità in lavanderia industriale
a cura di
MARZIO NAVA
Ogni ciclo di lavaggio rappresenta, ancora oggi, una via di fuga per milioni di microfibre sintetiche che finiscono nelle acque reflue. È un tema noto alla comunità scientifica e sempre più centrale per il nostro settore: studi recenti indicano che i processi di lavanderia — specialmente su tessuti in poliestere e poliammide — contribuiscono in modo significativo al rilascio di nano e microplastiche, con quantità che, in ambito industriale, possono raggiungere diversi milioni di unità per singolo carico. Il dato non è un allarme astratto: richiede risposte operative, misurabili, tracciabili.
COSA SONO LE MICROPLASTICHE?
Come avevamo riportato nell’approfondimento di Detergo di marzo 2025 https://detergo.eu/articoli-blog/ microplastiche le microplastiche sono piccolissimi pezzi di materiale plastico di una misura inferiore ai 5 mm. I principali indiziati sono i tessuti sintetici composti da microfibre. Tessuti che perdono minuscoli frammenti a forma di filamento durante la fabbricazione, l'uso, lo smaltimento, ma soprattutto durante il lavaggio. Le microfibre sono spesso legate ad additivi chimici, come ftalati e bisfenolo A ma anche ad altre sostanze, come coloranti questi ultimi oltremodo tossici e nocivi per la salute umana.
Da questa urgenza nasce nel 2022 il progetto della Divisione Lavanderia Industriale e Professionale di ÈCOSÌ, sviluppato insieme all’Università di Firenze (Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”, CSGI e Centro Interdipartimentale di Cristallografia). La collaborazione, pubblicata su Chemosphere il 3 settembre 2025, ha applicato per la prima volta ai reflui di lavaggio un protocollo di Automated Static Particle Analysis (ASPA): una piattaforma di analisi automatizzata capace di contare e caratterizzare le microfibre con velocità e sensibilità superiori rispetto al conteggio manuale al microscopio, riducendo la variabilità operatore-dipendente e avvicinando il settore a metodi standardizzabili di monitoraggio.
"Ogni euro investito in misure a tutela dell’ambiente, determina anche un ritorno economico"
“La sostenibilità per noi non è un claim, è un metodo», spiega Antonio Ciccarella, Responsabile di Divisione. «Partiamo da una baseline misurata bene e interveniamo dove serve. Presso un impianto di uno dei maggiori player italiani, stiamo testando soluzioni di cattura in linea e ottimizzazioni di processo, verificando i progressi con gli stessi criteri di misura”. Cosa significa, in pratica? Un ciclo di lavanderia può rilasciare 9–12 milioni di microfibre per carico, che finiscono negli scarichi. La riduzione parte alla fonte: i parametri di lavaggio vengono ritarati per limitare la frammentazione dei tessuti e la gestione delle microplastiche rilasciate avviene negli impianti: unità filtranti modulari intercettano le microplastiche prima che raggiungano le acque reflue. Perché tanta attenzione alla misura? Perché i numeri guidano gli investimenti. “Se non misuri non migliori”, sottolinea Daniele Cantagalli, Responsabile R&D. “Con lo stesso approccio portiamo in campo metriche semplici da leggere e abbastanza robuste da orientare le decisioni. Così ogni euro investito in filtri, settaggi e implementazioni all’impianto, dimostra il proprio ritorno ambientale ed economico”.
Gare d’appalto: regole più stringenti, serve farsi trovare pronti
Il tema microplastiche sarà sempre più rilevante anche nelle gare d’appalto, pubbliche e private: i criteri ambientali stanno evolvendo verso richieste di misurazione, riduzione e rendicontazione del rilascio di microfibre, oltre a requisiti su efficienza energetica e processi a minore impatto. «Le gare premieranno chi porta dossier dati: baseline, obiettivi di riduzione, interventi verificati e monitoraggi periodici», evidenzia Ciccarella. “Per questo aiutiamo i clienti a strutturare piani conformi: misure ASPA, filtri in linea, cicli ottimizzati e report chiari”. “Non farsi cogliere impreparati significa trasformare la conformità in vantaggio competitivo”, aggiunge Cantagalli. “Chi arriva con tabelle, grafici e KPI dimostra valore, credibilità e continuità di risultati”.
La sfida delle microplastiche si interseca con un’altra priorità per il comparto: preservare le caratteristiche dei capi tecnici e dell’abbigliamento da lavoro. Qui ÈCOSÌ ha sviluppato formulazioni ad alta efficacia pensate per rimuovere lo sporco tenace (oli, grassi, particolato) rispettando le caratteristiche funzionali dei tessuti (membrane, finissaggi, proprietà meccaniche). Un lavaggio ben progettato non è solo più pulito: allunga la durabilità del capo, riducendo il turnover e, con esso, l’impronta ambientale associata alla produzione e allo smaltimento degli indumenti. Per i responsabili di impianto significa qualità costante, minori resi e una gestione più prevedibile dei lotti “critici”.
Il secondo asse di innovazione riguarda i consumi energetici. Con LOW T°, il nostro sistema di lavaggio a basse temperature, abbiamo accompagnato un cliente strategico in una conversione dei cicli da 60 °C a 30 °C, mantenendo lo stesso risultato di pulizia e una disinfezione certa grazie a prodotti specifici e altamente performanti. Il risultato è un taglio netto dell’energia termica necessaria per il riscaldamento, con effetti evidenti sui costi e sull’impronta carbonica dell’impianto. Il beneficio collaterale, non secondario, è la maggiore gentilezza del ciclo sui tessuti: minore stress, minor rilascio di microplastiche e maggiore vita residua del capo.

Un cerchio che si chiude: meno energia, uguale qualità, più durabilità. La transizione al freddo non è “un trucco chimico”, ma ingegneria di processo. Così la sostenibilità smette di essere una somma di rinunce e diventa vantaggio competitivo. Per ÈCOSÌ la sostenibilità è una scelta quotidiana che attraversa prodotti, processi e partnership. Cattura delle micro e nano plastiche, cicli dedicati ai capi tecnici per estenderne la vita utile, LOW T° per ridurre drasticamente l’energia: tre strade diverse che portano allo stesso risultato, un servizio di lavanderia più responsabile e competitivo. Crediamo che oggi la differenza la facciano le aziende che sanno unire innovazione e misurabilità: trasformare un problema globale in procedure semplici, replicabili e verificate. È il modo in cui ÈCOSÌ interpreta il proprio ruolo: aiutare le lavanderie industriali a fare meglio, consumando meno, con vantaggi ambientali, economici e reputazionali che durano nel tempo•
Riferimento scientifico: S.B. Cabigliera et al., “First application of automated static particle analysis for quantification of textile microplastics/microfibers in washing effluents”, Università di Firenze ed ÈCOSÌ, Chemosphere, 2025.

ÈCOSÌ Srl
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