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NEXIV, la lavanderia industriale che guarda al futuro: focus su abiti da lavoro e DPI

di 
MARZIO NAVA

 

Ci inoltriamo nel cuore produttivo della brianza a Mariano Comense, Comune con oltre 25 mila abitanti che si trova in una posizione strategica, al limite tra l'alta pianura e la collina comasca a metà strada tra Como e Milano. A colpo d’occhio ci sono più industrie ed attività artigianali che abitazioni. Andiamo alla lavanderia industriale NEXIV, una realtà le cui radici affondano negli anni ma che recentemente ha una nuova proprietà con un nuovo timone aziendale. Un modello organizzativo quello della lavanderia NEXIV costruito sulla sanità assistenziale (RSA e RSD) e sempre più orientato verso un settore in forte evoluzione: quello degli abiti da lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (DPI). È questa l’instantanea che abbiamo scattato di Nexiv, realtà attiva nel comparto delle lavanderie industriali, che oggi concentra il proprio core business nelle RSA e RSD, ma guarda con crescente attenzione al mondo produttivo e in particolare al trattamento degli abiti da lavoro e Dispositivi di protezione individuale.

1 INTERVISTA DETERGO_MAGGIO_2026

Dalle RSA al sistema integrato dei servizi tessili

 

“Nexiv nasce e si sviluppa come operatore specializzato nei servizi per strutture socio-sanitarie”, ci dice il Responsabile commerciale, Andrea Massironi. “Il cuore dell’attività è rappresentato dal lavanolo e dal lavaggio della biancheria piana – lenzuola e federe – destinata agli ospiti delle residenze assistenziali. Un settore che oggi vale circa l’85% del fatturato aziendale. Quattro settori principali relativi alla biancheria da letto (sia totalmente in cotone che in jersey, un materiale al 70% cotone e 30% poliestere molto più elastico adatta alle RSA)

Accanto a questo, l’azienda gestisce anche il trattamento della biancheria personale degli ospiti, grazie a sistemi di identificazione con microchip che consentono la tracciabilità completa dei capi: dalla presa in carico fino alla riconsegna. Una tecnologia che permette di monitorare numero di lavaggi, caratteristiche del tessuto e ciclo di vita del prodotto. Una sorta di Carta d’identità del capo trattato.

Un terzo ambito consolidato è quello delle divise del personale sanitario e assistenziale, anch’esse gestite sia in modalità lavanolo sia come semplice servizio di lavaggio e manutenzione dei capi”.

 

Il salto negli abiti da lavoro e DPI

Negli ultimi anni Nexiv ha ampliato il proprio raggio d’azione entrando nel mercato degli abiti professionali, oggi sempre più assimilati ai DPI. “Un passaggio cruciale, spiega Massironi, determinato anche dall’evoluzione normativa che ha imposto standard più rigorosi in termini di igiene, sicurezza e tracciabilità. Per affrontare questo segmento, l’azienda ha stretto una partnership con una società commerciale specializzata la quale si interfaccia con l’azienda utilizzatrice fornendo tutti i servizi dalle pulizie, alle mense fino alla lavanderia che quest’ultima affidata a noi creando una filiera integrata: dalla fornitura delle divise fino al loro trattamento industriale. Anche in questo ambito facciamo sia lavanolo che semplice manutenzione del capo”.

 

Qual è la peculiarità di queste aziende multi servizi con le quali lavorate?

“Principalmente sono dei grandi gruppi ai quali noi fatturiamo e che si possono permettere di essere pagati dal cliente finale a sei mesi cosa che noi dal punto di vista della nostra gestione finanziaria non potremmo sopportare. Attualmente Nexiv gestisce circa 600mila capi all’anno provenienti da settori ad alta complessità come, industria chimica, farmaceutica e metalmeccanica”.

Quali sono i trattamenti avanzati e i controlli rigorosi ai quali sono sottoposti i DPI?

“A differenza della biancheria tradizionale, gli abiti da lavoro richiedono processi altamente specifici e certificati. Nel settore chimico, ad esempio, i capi vengono sottoposti a trattamenti per mantenere le proprietà idrorepellenti, fondamentali per proteggere i lavoratori dal contatto con sostanze pericolose. Questo trattamento viene riattivato periodicamente durante i cicli di lavaggio e verificato tramite test specifici, come lo spray test, che certifica la capacità del tessuto di respingere i liquidi. Per gli indumenti ad alta visibilità, invece, vengono effettuati controlli sulla retroriflettenza delle bande, attraverso test dedicati che garantiscono il mantenimento degli standard di sicurezza nel tempo. Il tutto è supportato da sistemi di tracciabilità basati su microchip, che registrano ogni fase del ciclo di vita del capo: numero di lavaggi, trattamenti effettuati, necessità di sostituzione. Un aspetto cruciale, considerando che oltre una certa soglia di utilizzo – generalmente intorno ai 40 lavaggi – i capi devono essere sostituiti per mantenere le prestazioni richieste”.

Certificazioni e igiene: standard sempre più stringenti

L’attività di Nexiv si inserisce in un contesto normativo in continua evoluzione. Le certificazioni di qualità e ambientali (come ISO 9001 e ISO 14001) impongono controlli periodici, tra cui test microbiologici sui capi prima e dopo il lavaggio, per garantire l’abbattimento della carica batterica fino a livelli prossimi allo zero. Un requisito fondamentale non solo per il settore sanitario, ma sempre più richiesto anche nell’industria.

Perché cresce l’outsourcing in questo settore specifico?

 

“Uno dei trend più evidenti riguarda l’aumento dell’esternalizzazione del servizio di lavaggio degli abiti da lavoro. Se in passato molte aziende gestivano internamente o affidavano ai dipendenti il lavaggio delle divise, oggi questa pratica è sempre meno sostenibile.

Le ragioni sono diverse: si va dalla complessità normativa da gestire e spesso da interpretare, alle certificazioni sempre più essenziali, la necessità di investimento in impianti industriali con una forte spinta all’automazione e alla presenza nell’organico aziendale di competenze specifiche e professionali. A ciò si aggiunge un fattore tecnico: i normali impianti domestici non sono adatti a trattare capi contaminati da oli, grassi o agenti chimici, con il rischio di danneggiare le apparecchiature e non garantire livelli adeguati di pulizia”.

Quali sono le nuove opportunità ed eventualmente le criticità che riscontrate?

 

 

Lo chiediamo ad Alberto Ferraioli che per l’azienda si occupa di amministrazione e di fare di conto come si diceva un tempo. “Se da un lato la domanda è in forte crescita, dall’altro emergono nuove sfide. In particolare, l’aumento delle richieste da parte di piccole imprese – con pochi dipendenti – pone problemi di sostenibilità logistica ed economica. Il ritiro e la consegna di volumi ridotti incidono significativamente sui costi operativi, aprendo però la strada a nuovi modelli di business: micro-logistica, intermediari territoriali o sistemi automatizzati come i locker per la distribuzione dei capi. Il ragionamento è molto simile a quelle che si trovano ad affrontare le grandi lavanderie industriali che si occupano di horeca e in particolare anche delle piccole strutture come i bed and breakfast”.

 

 

Per quanto riguarda gli investimenti in innovazione?

“Abbiamo fatto un grande investimento iniziale spostandoci di sede e acquistando il luogo fisico nel quale ci troviamo a Mariano Comense. Poi siamo intervenuti su alcuni macchinari di lavaggio e per la logistica. Un investimento importante che ha apportato un grande sviluppo dei capi trattati è quello del tunnel con il quale siamo riusciti a velocizzare e a snellire la procedura di finissaggio. Stiamo ora pensando di automatizzare anche la parte relativa alla riconsegna finale dei capi anche se sappiamo che in questo caso l’investimento è molto oneroso ma ci garantirebbe un grande aiuto”.

Uno sguardo avanti…

Pur mantenendo una forte specializzazione nel settore socio-sanitario e in particolare per le RSA e RSD, Nexiv si posiziona come un attore sempre più rilevante anche nel mondo industriale. Un’evoluzione che passa attraverso tecnologia, certificazioni e partnership strategiche. In un mercato dove sicurezza, igiene e tracciabilità sono diventati elementi imprescindibili, il trattamento professionale degli abiti da lavoro non è più un servizio accessorio, ma una componente essenziale della gestione aziendale. •

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