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SOFTWARE E TECNOLOGIA RFID IN LAVANDERIA, QUALI GLI UTILIZZI E IL VALORE AGGIUNTO?

di 
MARZIO NAVA

 

La lavanderia industriale sta vivendo una profonda trasformazione grazie all’integrazione tra software gestionali e tecnologia RFID. Ogni capo, dalla biancheria ospedaliera alle divise da lavoro, può essere identificato tramite un tag RFID inserito nel tessuto e monitorato lungo tutto il ciclo produttivo: ritiro, lavaggio, smistamento, confezionamento e riconsegna. Questa tecnologia consente la tracciabilità in tempo reale, riduce gli errori di movimentazione e migliora il controllo delle scorte. I principali produttori di soluzioni offrono piattaforme integrate con lettori, tunnel RFID e software gestionali. Le differenze principali riguardano modularità, capacità di integrazione con ERP aziendali, reportistica. Dal punto di vista degli utilizzatori, i benefici sono tangibili: conteggio automatico dei capi, riduzione delle perdite, maggiore precisione nella fatturazione e disponibilità di dati analitici sui consumi. Il vero valore aggiunto nasce dalla combinazione tra RFID e software gestionale. Non si tratta solo di identificare un capo, ma di trasformare i dati raccolti in informazioni operative per migliorare produttività, qualità del servizio e redditività. Per i produttori significa offrire soluzioni sempre più integrate e a supporto della lavanderia: semplificazione e puntualità. Per gli utilizzatori significa passare da una gestione reattiva a una gestione predittiva e basata sui dati

PIZZARDI

Tra le tecnologie che attirano maggiore attenzione c'è certamente l'RFID, spesso presentata come la soluzione definitiva per il controllo dei flussi produttivi. Ma è davvero così? Ne abbiamo parlato con l’ing. Patrizio Pizzardi, Responsabile dell’azienda omonima specializzata nei sistemi di automazione e gestione dei reparti di piegatura e confezionamento. “L'RFID può essere un elemento aggiuntivo molto interessante nella gestione del prodotto, ma costruire oggi un'intera contabilità industriale basata esclusivamente sull'RFID ci sembra ancora prematuro. Il nodo centrale è quello dell'affidabilità. Anche una minima percentuale di mancata lettura può generare problematiche operative significative. A nostro avviso è più efficace un approccio integrato. L'RFID non sostituisce il sistema di tracciamento tradizionale ma lo affianca, creando una sorta di doppio controllo che aumenta la sicurezza e la qualità delle informazioni disponibili. La soluzione ideale è far convivere due sistemi indipendenti e integrati: in questo modo il cliente dispone di una verifica incrociata e ottiene il massimo livello di affidabilità nella gestione dei dati. L'intero processo produttivo deve essere monitorato, classificato e controllato attraverso sistemi hardware/software capaci di seguire il prodotto lungo tutto il ciclo di lavoro. In questo contesto si inserisce il nostro sistema gestionale MATI che dialoga con le linee di stiratura e l'automazione del trasporto TEREN e consente di monitorare l'avanzamento della produzione in tempo reale.”

Spesso in lavanderia ci sono player diversi ed è quindi necessario integrare macchinari di aziende diverse…

“Nel corso degli anni abbiamo sviluppato interfacce con i principali produttori del settore. Siamo abituati a integrare sistemi diversi, sia nelle fasi di introduzione sia in quelle di piegatura. L'interoperabilità rappresenta infatti un requisito fondamentale per garantire continuità operativa negli impianti complessi”.

Mi diceva che l’anagrafica è fondamentale…

“L’integrità dei dati di base è spesso sottovalutata, mentre costituisce uno degli elementi determinanti per il corretto funzionamento dell'automazione della tracciatura. L'anagrafica del cliente deve essere precisa e costantemente aggiornata poiché, tramite essa, vengono attivati tutti i parametri tecnici richiesti dal sistema”.

Guardando al futuro, come immaginate l’evoluzione del settore?

“Dopo la classificazione e la preparazione automatica delle consegne, il passo successivo potrebbe essere rappresentato dalla robotizzazione delle operazioni di movimentazione finale. Tuttavia la vera sfida tecnologica dei prossimi anni non riguarda tanto il software o l'RFID quanto un elemento molto più concreto: il confezionamento. Le moderne linee automatiche raggiungono oggi velocità paragonabili a quelle della grande logistica, superando i trenta pacchi al minuto. Queste prestazioni, però, sono possibili soprattutto quando il prodotto è correttamente confezionato. Se il pacco è confezionato possiamo sfruttare al massimo le potenzialità dell'automazione. Quando invece il prodotto non è confezionato, le velocità diminuiscono drasticamente perché la movimentazione diventa più complessa”, conclude Pizzardi.

 

 

KONA

Parliamo ora con Dino Guidetti, Responsabile Commerciale e Formatore di KONA. Secondo Guidetti, “il maggior valore offerto dalla tecnologia RFID sta nella gestione puntuale della vita di ogni singolo tag. La tecnologia consente di sapere sempre dove si trova un capo, quante volte è stato lavato, quanto tempo è rimasto fermo presso il cliente e chi lo ha utilizzato, da quanto tempo è fermo in lavanderia, quali capi “vivono” di più, quali di meno. Le informazioni che si possono ottenere sono puntuali “al capo”, consentendo una analisi reale dell’utilizzo della biancheria, per ottimizzare magazzino, dotazioni e riacquisti”.

Dal tag al cliente: come funziona il sistema?

“Il processo parte dall’immatricolazione massiva dei tag RFID, che vengono abbinati a capi. I capi, una volta aggregati in pacchi, vengono assegnati ai clienti. Al rientro in lavanderia la biancheria viene “letta” in modo trasparente da “varchi”, senza modificare la normale attività del personale con operazioni aggiuntive. I documenti di reso che vengono generati aggiornano automaticamente il magazzino e pianificano automaticamente le consegne. Quando un tag non viene letto in ingresso, gli algoritmi del sistema di confezionamento provvedono a “recuperare” sia il tag che il cliente di riferimento, ripristinando il processo di gestione e azzerando gli errori. Infine, la tecnologia RFID può entrare direttamente nelle strutture attraverso una serie di “servizi” erogati direttamente dalla lavanderia”.

Quale soluzione tecnologica proponete?

“Il cuore tecnologico della soluzione KONA è MISTRAL, un software multi-aziendale estremamente personalizzabile e configurabile. MISTRAL gestisce tutto in modo nativo: RFID, clienti, contratti, contabilità, capi di abbigliamento, biancheria piana, app e portali. A complemento del software, la nostra azienda fornisce direttamente tag e apparati (tunnel, cabine, antenne, lettori portatili) che colloquiano direttamente con il database aziendale, garantendo informazioni precise in tempo reale sia alla lavanderia che al cliente finale”.

Quali sono i settori, in questo ambito, che trainano il mercato?

“L’utilizzo della tecnologia RFID sulla biancheria nasce fondamentalmente nell’area sanitaria e RSA, ma negli ultimi anni stiamo assistendo ad una crescita esponenziale della domanda sia nel settore alberghiero che in quello della ristorazione. Più recentemente le sentenze riguardanti la gestione e la manutenzione dei D.P.I. nelle aziende hanno spinto diverse realtà industriali a richiedere una tracciabilità totale e certificata”.

Quali sono le sfide principali da affrontare?

“La sfida principale è economica: la tecnologia RFID richiede investimenti a volte importanti e non tutte le lavanderie sono strutturate e pronte per affrontarli. A questo si aggiungono vincoli tecnici, come lo spazio necessario per gli apparati di lettura, la qualità dei tag RFID, spesso sottovalutata ma cruciale per vincere la sfida. Risparmiare pochi centesimi sui tag può compromettere un investimento da decine di migliaia di euro”.

Quale sarà la direzione futura?

“Il futuro del settore va verso una maggiore automazione, con sistemi di smistamento intelligenti in grado di ridurre o eliminare l’intervento umano. KONA sta già testando integrazioni con impianti automatizzati di cernita, dove antenne RFID collegate al sistema consentono il riconoscimento immediato dei capi in transito. Basta un varco di lettura per sapere cosa entra in lavanderia, conclude Guidetti. La macchina separa i capi, il sistema aggiorna automaticamente la tracciabilità e i resi”.

SCAL

“Negli ultimi anni la tecnologia RFID ha rivoluzionato il modo in cui le lavanderie industriali gestiscono la biancheria e gli indumenti professionali”, ci dice Mattia Battoraro di SCAL. “La possibilità di identificare univocamente ogni capo attraverso un tag RFID inserito nel tessuto ha reso possibile una tracciabilità completa lungo tutto il ciclo produttivo, dal ritiro dello sporco alla riconsegna del pulito. Oggi, però, il settore sta entrando in una nuova fase evolutiva”

Dall'identificazione del capo alla conoscenza del processo?

“Ogni giorno una lavanderia industriale genera una quantità enorme di informazioni. Ogni lettura RFID effettuata durante le fasi di raccolta, smistamento, lavaggio, confezionamento e distribuzione produce dati che descrivono con precisione il comportamento dei capi e l'andamento dell'intero processo produttivo.

La tracciabilità permette di scattare una fotografia costante dell'attività aziendale?

“Il controllo dello stock in tempo reale. Uno dei principali vantaggi derivanti dall'integrazione tra RFID e software gestionale riguarda la gestione delle scorte. Attraverso la lettura continua dei capi e il monitoraggio automatico delle movimentazioni, EXACO consente di conoscere in ogni momento la disponibilità effettiva della biancheria, la sua distribuzione tra i diversi clienti e la sua posizione all'interno del ciclo produttivo. La visibilità in tempo reale permette di individuare rapidamente eventuali anomalie, ridurre gli smarrimenti e ottimizzare la rotazione degli articoli”.

Quale potenzialità ha l’utilizzo del dato?

“L'aspetto più innovativo dell'ecosistema SCAL-ID ed EXACO riguarda la capacità di trasformare la grande mole di dati raccolti in informazioni predittive. Attraverso l'analisi storica dei movimenti, dei consumi e dei cicli di utilizzo, il software è in grado di individuare trend ricorrenti e generare indicatori utili alla pianificazione operativa. L'integrazione di strumenti di analisi avanzata e algoritmi basati sull'intelligenza artificiale consente inoltre di elaborare scenari previsionali sempre più affidabili, supportando il management nelle decisioni quotidiane e strategiche”.

Dalla gestione reattiva alla gestione predittiva?

“Tradizionalmente molte decisioni vengono prese quando il problema è già emerso: una commessa richiede più biancheria del previsto, una scorta si esaurisce improvvisamente o un determinato articolo risulta insufficiente per soddisfare le richieste del cliente. Il sistema permette di stimare con maggiore precisione i consumi futuri, identificare in anticipo i punti critici e pianificare gli approvvigionamenti sulla base delle reali esigenze delle singole commesse”.

Un ecosistema integrato per la lavanderia moderna?

“La forza della soluzione SCAL non risiede esclusivamente nella tecnologia RFID o nelle funzionalità del software, ma nella perfetta integrazione tra i due elementi. SCAL-ID fornisce dati accurati e affidabili provenienti dal campo; EXACO li trasforma in informazioni operative, indicatori di performance e strumenti di supporto alle decisioni. Il risultato è una lavanderia più efficiente, più controllata e soprattutto più consapevole. La tracciabilità non è più soltanto uno strumento di controllo: diventa la base per una gestione intelligente, predittiva e data-driven dell'intera attività”.

ZUCCHETTI CENTRO SISTEMI

“Le lavanderie industriali gestiscono ogni giorno migliaia di articoli tessili che devono essere movimentati, lavati, consegnati e restituiti garantendo elevati livelli di servizio. La sfida principale è disporre di informazioni affidabili sul patrimonio tessile e sui flussi che lo caratterizzano”, sottolinea Francesco Raffagnato, Project Manager ZUCCHETTI CENTRO SISTEMI. “Le soluzioni di ZCS trasformano il materiale tessile in una fonte di dati strutturati e verificabili, offrendo una visione completa dei processi. Questo consente di ridurre smarrimenti, errori operativi e attività manuali, migliorando la gestione delle scorte e la pianificazione produttiva. Un valore fondamentale è la trasparenza tra lavanderia e cliente finale. I dati derivano da rilevazioni automatiche e oggettive, non da stime o conteggi manuali, creando un rapporto basato su informazioni condivise e verificabili”.

Come funziona il processo di tracciabilità RFID all'interno di una lavanderia industriale?

“Ogni articolo viene identificato mediante un tag RFID che gli assegna un'identità digitale univoca. I punti di lettura installati nei checkpoint del processo registrano automaticamente i transiti, creando una sequenza di eventi che ricostruisce la storia completa del capo. La tracciabilità non serve soltanto a conoscere la posizione di un articolo, ma anche a governare i processi produttivi e logistici attraverso regole che indirizzano automaticamente materiali e lavorazioni. Nel tempo ogni capo sviluppa una vera e propria carta d'identità digitale contenente informazioni su cicli di lavaggio, destinazioni, utilizzatori, movimentazioni, usura ed eventuali dispersioni”.

Quali sono le principali innovazioni che state sviluppando?

“Il futuro del settore sarà guidato dalla capacità di trasformare i dati operativi in conoscenza e supporto decisionale. Per questo stiamo integrando tracciabilità RFID, automazione e intelligenza artificiale. L'AI permetterà non solo di prevedere esigenze produttive, ottimizzare scorte e migliorare l'efficienza dei processi, ma soprattutto di semplificare l'interazione tra persone e sistemi. Stiamo sviluppando strumenti capaci di comprendere il contesto operativo e fornire risposte immediate, suggerimenti e supporto decisionale agli operatori. L'obiettivo è evolvere da sistemi che raccolgono dati a sistemi che collaborano attivamente con le persone. Nei prossimi anni vedremo lavanderie sempre più interconnesse, dove RFID, automazione e AI lavoreranno insieme per aumentare efficienza, qualità del servizio e capacità decisionale”.

JENSEN ITALIA

“Nella lavanderia industriale il futuro passa dai dati”, ci dice Matteo Gerosa Responsabile di JENSEN ITALIA. “La tecnologia RFID, infatti, non rappresenta soltanto uno strumento per identificare e tracciare i capi, ma una leva strategica per trasformare le informazioni raccolte lungo il processo produttivo in maggiore efficienza, qualità del servizio e redditività. L’RFID è un mezzo, non il fine. L’obiettivo è produrre dati affidabili e trasformarli in informazioni operative. Oggi numeri e indicatori sono alla base di qualsiasi decisione manageriale e anche noi costruttori siamo chiamati a garantire la credibilità di questi dati. La digitalizzazione interessa ormai tutte le fasi del processo. Se in passato sensori e sistemi di conteggio erano utilizzati esclusivamente per il funzionamento delle macchine, oggi le stesse informazioni possono essere associate a clienti, articoli e quantitativi, creando una tracciabilità completa. L’RFID aggiunge un ulteriore livello di precisione, attribuendo a ogni capo una vera e propria “carta d’identità” digitale. Le applicazioni più diffuse riguardano la lettura della biancheria sporca in ingresso e il controllo del prodotto finito prima della consegna”.

L’innovazione da questo punto di vista fino a dove si può spingere?

“I sistemi più avanzati utilizzano i dati RFID per automatizzare la selezione degli articoli durante la lavorazione, distinguendo capi apparentemente simili ma con caratteristiche differenti. Un capitolo particolarmente interessante è quello della cernita automatizzata. Grazie a robot, sistemi di visione artificiale e lettori RFID, la biancheria può essere identificata e smistata quasi senza intervento umano. La cernita è una delle attività più gravose della lavanderia. Automatizzarla significa migliorare ergonomia, sicurezza e condizioni di lavoro, oltre che aumentare l’efficienza”.

Ci sono dei limiti in questa tecnologia?

“Nonostante i vantaggi, la diffusione dell’RFID incontra ancora alcuni ostacoli. L’introduzione della tecnologia richiede investimenti importanti e spesso deve essere effettuata gradualmente, soprattutto nelle aziende già operative. Per questo motivo molte lavanderie concentrano la tracciabilità nelle fasi più sensibili, quelle più vicine alla preparazione degli ordini, alla fatturazione e al rapporto con il cliente. Sul fronte dell’innovazione, il riferimento resta il Centro-Nord Europa. «Lì il costo della manodopera è molto più elevato e questo accelera l’adozione di tecnologie avanzate. In Italia l’automazione cresce, ma spesso con il supporto di incentivi e agevolazioni”, conclude Gerosa.

SOCOM INFORMATIONSSYSTEME GMBH

Diamo la parola ora a Cosimo Altavilla, Head of Sales, SOCOM INFORMATIONSSYSTEME GMBH, con il quale tocchiamo alcuni macroargomenti concernenti lo sviluppo dei software e la tecnologia RFID.

In che modo il vostro software integrato con la tecnologia RFID migliora la tracciabilità dei capi e riduce errori o smarrimenti durante il processo di lavanderia?

“Quello che sento ogni settimana: ‘stiamo crescendo, ma il margine non segue.’ È un problema di visibilità. Molte lavanderie hanno tag e lettori installati, ma i dati non arrivano dove si prendono le decisioni. L’impatto reale arriva quando gli eventi RFID scorrono end-to-end in produzione, logistica, fatturazione e reclami – in tempo reale, senza interventi manuali”. Quali opportunità operative ed economiche offre l’RFID rispetto ai sistemi tradizionali (codici a barre, registrazioni manuali ecc.) in termini di efficienza, produttività e controllo dei costi? “Il contesto delle lavanderie europee è chiaro: costi del lavoro in aumento, personale qualificato scarso, requisiti normativi crescenti. La domanda non è più se digitalizzare, ma cosa automatizzare prima. Un sistema RFID integrato agisce su quattro leve: trasparenza delle scorte, riduzione delle perdite, livello di servizio stabile e produttività. Senza visibilità si finisce per riacquistare capi già nel circuito – l'RFID elimina questo spreco. Elemento spesso sottovalutato: il software codifica i processi nel sistema, riducendo la dipendenza dalle persone chiave”.

Qual è il principale valore aggiunto della vostra soluzione per il cliente finale: monitoraggio in tempo reale, automazione dei processi, analisi dei dati, riduzione delle perdite o altri benefici misurabili?

“Il valore reale non sta in una singola funzione, ma in ciò che accade quando tutti gli elementi lavorano insieme come un sistema. I dati RFID devono attivare le azioni giuste automaticamente. Misuriamo il successo in tre aree: accuratezza delle scorte, qualità del servizio e produttività. A questo si aggiunge la tracciabilità di ogni capo – numero di lavaggi, usura e valore residuo – così la sostituzione si pianifica sui dati. Il valore più ampio è la resilienza: con margini ridotti, vincerà chi opera su dati affidabili, non sulla conoscenza di pochi individui”.

ALGITECH

“L'adozione della tecnologia RFID nelle lavanderie industriali ha compiuto negli ultimi anni un salto di qualità significativo. Se nel 2018, in occasione di Expodetergo International, l'attenzione era concentrata soprattutto sulla distribuzione automatica della biancheria attraverso armadi intelligenti, oggi l'RFID è diventato uno strumento strategico per la gestione dei processi, il monitoraggio dei flussi e il controllo della qualità”, ci dice Alfonso Caselli, Responsabile di ALGITECH.

La vera sfida è l’affidabilità del dato?

“La lettura RFID è molto veloce e potente. La criticità principale è evitare l'inquinamento del dato. Se l'ambiente non è correttamente schermato e progettato, si rischia di leggere capi che non dovrebbero essere conteggiati, compromettendo l'affidabilità delle informazioni”.

Qual è il problema dei "chip dormienti"?

“Nel settore vengono definiti "chip dormienti" quei tag che, pur essendo fisicamente presenti nel capo, cessano improvvisamente di trasmettere dati. Per affrontare questo problema, abbiamo sviluppato applicazioni che sfruttano le macchine di finissaggio presenti a fine linea. Durante il passaggio di lenzuola, asciugamani o altri articoli, il sistema verifica automaticamente la presenza del tag RFID. Se la lettura non avviene, il capo viene segnalato e separato, come avverrebbe per un articolo danneggiato o macchiato”.

Quali sono i vantaggi più rilevanti?

“Uno dei vantaggi più evidenti dell'RFID è la capacità di eseguire inventari in tempo reale. Sistemi in grado di leggere circa 1.300 capi contenuti in un carrello in poco più di un secondo. Una velocità che consente di conoscere immediatamente quantità e tipologia degli articoli in ingresso o in uscita dalla lavanderia. Questo permette di analizzare la rotazione degli articoli, ottimizzare gli acquisti e monitorare l'utilizzo effettivo del parco tessile”.

Formazione e progettazione sono fattori decisivi?

“L'esperienza maturata sul campo ha evidenziato come il successo di un progetto RFID dipenda non solo dalla qualità dei componenti, ma anche dalla progettazione dell'ambiente di lettura. La forma degli armadi, i materiali utilizzati, la schermatura delle strutture e il posizionamento delle antenne influenzano direttamente l'affidabilità del sistema. Anche un piccolo foro in una struttura può consentire al segnale di leggere articoli presenti all'esterno, alterando il risultato dell'inventario”.

Siamo di fronte ad una tecnologia ormai matura, giusto?

“La capacità di tracciare ogni singolo articolo, monitorarne il ciclo di vita, semplificare le operazioni logistiche e fornire dati certi rappresenta oggi un vantaggio competitivo difficilmente trascurabile. L'implementazione è complessa e richiede competenze specifiche”, conclude Caselli, “ma una volta superata la fase iniziale, i benefici in termini di controllo, efficienza e qualità del servizio sono straordinari”, conclude Caselli.

 

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