/ Magazine / Altri articoli / Strategia di presenza in fiera e Agevolazioni & Incentivi
Nella sezione Incentivi alle imprese e Pillole di Marketing che elaboriamo in collaborazione con Studio Alberto Taddei e ContactValue troverete periodicamente un aggiornamento delle principali opportunità a supporto di imprese e professionisti del settore. In particolare saranno approfondite le misure nazionali ed europee. Inoltre sarà l'occasione per introdurre alcune pillole di marketing. Si potranno trovare spiegazioni pratiche, requisiti di accesso e scadenze da conoscere. Non mancheranno esempi concreti e suggerimenti operativi per orientarsi tra le diverse agevolazioni disponibili. Uno strumento utile per cogliere opportunità e pianificare investimenti in modo consapevole
di Mariateresa Rubino (mitti@contactvalue.net)
La fiera non inizia quando si entra in stand. Inizia mesi prima, quando una decisione diventa metodo. Nel secondo capitolo (la prima parte è stata pubblicata su Detergo di febbraio) del nostro percorso “Fiera in 6 fasi + 2”. Entriamo ora nella fase della Preparazione: il momento in cui obiettivi, messaggi e strategia prendono forma concreta. Perché senza obiettivi misurabili non esiste ROI. E senza preparazione, anche la migliorepresenza rischia di diventare solo un costo. La qualità della partecipazione si costruisce molto prima dell’apertura dei cancelli.

Il percorso Fiera in 6 fasi + 2
Partecipare a una fiera non è un evento isolato, ma un processo strutturato che si sviluppa nel tempo: Decisione > Preparazione > Attivazione > Presenza > Valorizzazione > Misurazione Ogni fase ha lo stesso peso strategico. Saltarne una significa compromettere il risultato complessivo.
Fase 2. La Preparazione: la fiera non è un last minute
Nel numero precedente abbiamo analizzato la fase della deci- sione: il momento in cui un’azienda sceglie se partecipare a una fiera sulla base di obiettivi concreti e non per semplice abitudine. Ma decidere di esserci non basta. Una volta superata la domanda “ha senso partecipare?”, la questione diventa un’altra: come vogliamo esserci? È qui che molte aziende si fermano a metà del percorso. La decisione viene presa, il budget viene approvato, lo spazio viene prenotato. Ma senza un lavoro strutturato di preparazione, la fiera rischia di scivolare rapidamente verso l’operatività urgente, perdendo coerenza strategica.
È la fase in cui si trasformano obiettivi astratti in azioni misurabili, messaggi generici in contenuti distintivi, presenza passiva in progetto strutturato. Se la Decisione ha risposto alla domanda “perché”, la Preparazione deve rispondere con precisione alla domanda “come”. Ed è proprio in questo passaggio che si determina la qualità di tutto ciò che seguirà. C’è un errore che molte aziende continuano a fare: pensare che la fiera inizi quando si entra in stand. In realtà, una fiera efficace comincia molto prima. È nella fase di preparazione che si definisce se l’evento sarà un investimento strategico o un costo difficile da giustificare. La preparazione non riguarda solo logistica e allestimento. Riguarda, prima di tutto, le scelte strategiche.
Obiettivi chiari, altrimenti tutto è generico La prima domanda è semplice, ma raramente affrontata con rigore: perché partecipiamo?
Quali sono le reali leve decisionali che ci hanno portato a investire in questa fiera? Vogliamo generare lead qualificati? Rafforzare relazioni con clienti attivi? Lanciare una novità? Consolidare il posizionamento? Incontrare partner strategici? E ancora: che tipo di fiera è? Orizzontale o verticale? Qual è il livello e il profilo della concorrenza presente? Che tipo di pubblico la frequenta? Ogni obiettivo e ogni elemento di contesto comportano scelte differenti in termini di strumenti, messaggi, KPI e modalità operative. Senza questa analisi preliminare, la preparazione si riduce a una sequenza di attività esecutive prive di una reale direzione strategica. E senza obiettivi misurabili, non esiste ROI. Solo dopo aver definito con precisione le finalità dell’investimento e il contesto competitivo si può passare alla fase successiva: la definizione del messaggio.
I contenuti vengono prima dello stand
Un errore frequente riguarda proprio lo stand. Molte aziende partono da qui investendo tempo ed energie in una precoce progettazione dello stand e dedicando poca attenzione al contenuto che dovrà viverci dentro. Eppure, la fiera è uno spazio ad altissima densità competitiva: decine, talvolta centinaia di aziende parlano contemporaneamente. Se la proposta di valore non è chiara, distintiva e coerente, il rischio è diventare invisibili.
Preparare una fiera significa definire:
• cosa vogliamo dire
• a chi vogliamo dirlo
• perché dovrebbe essere rilevante proprio in quel momento.
È una fase di sintesi strategica, non di creatività decorativa.
La concezione dello stand: forma al servizio del contenuto
Solo dopo aver definito obiettivi e messaggi si può passare alla progettazione dello stand. Lo stand non è un elemento esclusivamente estetico, ma uno spazio strategico al servizio della comunicazione. La forma deve essere coerente con ciò che si vuole raccontare. Layout, percorsi, aree demo e punti di incontro devono riflettere con chiarezza la strategia e facilitare l’esperienza del visitatore.
Uno stand efficace deve essere:
• aperto, per facilitare l’accesso e abbassare le barriere; • accogliente, per invitare le persone a fermarsi e restare; • organizzato, per guidare il visitatore verso contenuti e approfondimenti; • coerente con l’immagine aziendale, rafforzando identità e posizionamento; • progettato per valorizzare i messaggi chiave, evitando dispersione e sovraccarico visivo.
La progettazione non può essere casuale. Ogni elemento deve contribuire a sostenere il racconto. Se sono previste demo, è preferibile collocarle all’interno dello spazio, creando un ambiente raccolto e coinvolgente, piuttosto che sul perimetro, dove il flusso continuo può distrarre e frammentare l’attenzione. Allo stesso modo, è fondamentale prevedere un punto chiaro di ingresso e registrazione: raccolta strutturata dei contatti, lettura badge o barcode, strumenti digitali per la tracciabilità. Senza questo passaggio, la fiera perde uno dei suoi asset più importanti: i dati. Qualora sia prevista la presenza di partner, è altrettanto importante definire fin dalle prime fasi i termini della collaborazione: modalità di co-marketing, partecipazione ai costi, coordinamento dei messaggi e dell’immagine, distribuzione degli spazi all’interno dello stand e chiarezza sui ruoli operativi. Una gestione poco strutturata di questi aspetti rischia di generare disallineamenti comunicativi e dispersione di valore. La qualità della partecipazione dipende in larga parte dalla qualità della preparazione. Ed è proprio qui che si gioca la differenza tra una presenza ordinaria e una vera leva strategica di business. Nel prossimo numero entreremo nella fase dell’Attivazione, perché una fiera efficace non si limita a essere preparata: deve essere attivata prima ancora di aprire i cancelli.
di Alberto Taddei (studio@albertotaddei.it)
In arrivo il 15% aggiuntivo
La Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno ha costituito uno dei capitoli più confusi nel recente panorama delle agevolazioni destinate alle imprese che investono in innovazione. A causa dell’insufficienza delle risorse disponibili rispetto al fabbisogno complessivo dichiarato - 3,6 miliardi di richieste a fronte di 2,2 miliardi di disponibilità - le imprese che nel 2025 avevano presentato istanza per l’accesso all’agevolazione si sono viste riconoscere, dopo un susseguirsi di ipotesi, un credito d’imposta ridotto in sede di riparto al 60,38% dell’importo originariamente richiesto. Al fine di attenuare gli effetti di questa riduzione, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto uno stanziamento aggiuntivo di 532,6 milioni di euro, destinati alle imprese (oltre 10mila) che tra il 18 novembre 2025 e il 2 dicembre 2025 hanno validamente trasmesso all’Agenzia delle Entrate la comunicazione telematica integrativa. Grazie a tale rifinanziamento, nel corso del 2026 queste imprese potranno fruire di un’ulteriore quota di credito d’imposta pari al 14,62% dell’importo originariamente richiesto, così da ricondurre l’intensità complessiva dell’agevolazione al 75% del credito spettante.
Ai fini del riconoscimento di questo credito d’imposta aggiuntivo le imprese interessate dovranno presentare comunicazione all’Agenzia delle Entrate tra il 15 aprile 2026 e il 15 maggio 2026 mediante apposita procedura telematica. Il modello di comunicazione, approvato con il provvedimento del 16 febbraio 2026, è disponibile al seguente link: https://www.agenziaentrate.gov.it/ portale/-/provvedimento-del-16-febbraio-2026-2. Attenzione però. L’accesso al contributo integrativo richiede che l’impresa non abbia beneficiato di agevolazioni “Transizione 5.0” su alcun singolo bene o componente del programma di investimento indicato nella comunicazione integrativa del 2025. In tal senso l’istante deve produrre relativa dichiarazione, pena la decadenza del beneficio integrativo. Il credito d’imposta integrativo è utilizzabile nell’anno 2026 esclusivamente in compensazione dietro indicazioni che saranno successivamente emesse dall’Agenzia delle Entrate.
di Alberto Taddei (studio@albertotaddei.it)
Con il decreto direttoriale dello scorso 28 gennaio 2026 sono stati prorogati di 60 giorni, ossia dal 31 gennaio al 31 marzo 2026, i termini di presentazione delle comunicazioni di completamento degli investimenti 4.0 interessati dalla disponibilità delle nuove risorse stanziate dal Governo (plafond di 2,2 miliardi). Si tratta degli investimenti che risultano ultimati al 31 dicembre 2025 e per i quali non è stato versato alcun acconto del 20% nel 2024 (sul portale 4.0 del GSE: accesso all’opzione “nuovo modello di cui al decreto direttoriale 16 giugno 2025”). Tutte le imprese che ad oggi hanno prenotato (comunicazione di avvio) e confermato le risorse (comunicazione intermedia), ma non hanno ancora provveduto a ultimare la procedura (comunicazione di completamento), hanno quindi tempo fino al 31 marzo 2026: segnatevi dunque questa scadenza bene in vista. Rimane invariato il termine del 31 luglio 2026 per l’invio della comunicazione di completamento per gli investimenti che risulteranno completati entro il 30 giugno 2026. •
A cura di
CONTACTVALUE srl
Via Bernardo Rucellai 10 - 20126 Milano (MI)
contactvalue.it
DETERGO MAGAZINE # MARZO 2026
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