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Dalla tradizione all’innovazione, la rivoluzione industriale della lavanderia Clean Center di Piacenza

di
Marzio Nava

 

Un modello organizzativo innovativo, una forte spinta tecnologica e una visione imprenditoriale costruita nel tempo: è questa la chiave del successo della famiglia Severgnini, attiva nel settore delle lavanderie da oltre quarant’anni. Ne parliamo in particolare con Marco e Stefano, responsabili della Lavanderia Clean Center di Piacenza (e anche di Casalpusterlengo), raccontano l’evoluzione di un settore in profondo cambiamento.

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Rompiamo il ghiaccio, a quando risale l’inizio dell’attività?

“La nostra attività nasce nel 1978, quando i nostri genitori avviano una lavanderia tradizionale a Casalpusterlengo (vicino a Lodi). Da allora, il percorso è stato segnato da un’evoluzione continua. Ci siamo sempre adattati al mercato. Un vantaggio competitivo importante è arrivato dall’esperienza di nostro padre Angelo Severgnini nella costruzione di impianti, che ha consentito all’azienda di rimanere costantemente aggiornata sul piano tecnologico e di intervenire nel cuore della produzione quando ce n’è necessità. Un apporto determinante nella conduzione aziendale è stato dato da nostra madre, Costanza Pelosi che ha affiancato nostro padre in questa straordinaria avventura”.

Dalla rete diffusa sul territorio al modello centralizzato mi dicevate…

“Tra gli anni ’80 e ’90, la nostra azienda arriva a gestire fino a 13 punti vendita tra Emilia e Lombardia. Un modello che, con il tempo, si rivela complesso da sostenere e gestire. La svolta arriva nel 1999 con l’apertura di un grande punto di raccolta e manutenzione a Piacenza, progettato per essere autonomo e altamente produttivo. Il vero salto di qualità si registra però a metà degli anni 2000, con l’introduzione dei sistemi automatizzati di Metalprogetti, che consentono di raddoppiare i volumi di lavorazione a parità di spazio e personale. Oggi la rete si articola in quattro sedi — tre a Piacenza e una a Casalpusterlengo — organizzate come unità indipendenti ma standardizzate: ciascun punto di raccolta e distribuzione è in grado di gestire in autonomia lavaggio, stiratura e logistica”.

Caliamoci un può nella realtà produttiva fornendo qualche numero ...

“L’attività storica di via Taverna a Piacenza in alcuni casi supera i mille capi lavorati al giorno, con una media annua che può raggiungere i 250 mila capi. Gli altri punti si attestano su volumi leggermente inferiori, mentre il nuovo stabilimento — progettato con logiche industriali ed altamente automatizzato - punta a superare i 300 mila capi annui.
Un risultato reso possibile anche dall’introduzione del servizio 24 ore su 24, che amplia significativamente le finestre operative e intercetta una clientela più ampia, inclusi pendolari e utenti provenienti dalle aree limitrofe. La disponibilità oltre che per le ore serali è ampliata anche dalla possibilità di consegna e ritiro anche il sabato e la domenica nonché nei festivi, un vero valore aggiunto”.

Avete puntato su un modello ad elevata tecnologia e standardizzazione?

“Uno degli elementi distintivi delle nostre lavanderie è la standardizzazione totale dei processi. Ogni punto vendita utilizza gli stessi macchinari, gli stessi programmi e le stesse procedure operative. Questo consente al personale di essere intercambiabile tra le diverse sedi, aumentando flessibilità ed efficienza”.

Quali investimenti avete effettuato?

“Gli investimenti si concentrano soprattutto sull’automazione: sistemi di imbustamento automatico, gestione informatizzata dei capi e macchinari di stiratura avanzati Trevil permettono di ridurre errori, tempi e dipendenza dalla manodopera specializzata. L’obiettivo è semplificare il lavoro e rendere il sistema sostenibile anche in un contesto in cui trovare personale è sempre più difficile”.

Come gestite il nodo lavoro e il cambio generazionale in azienda?

“Il tema del personale rappresenta una delle principali criticità del nostro settore e anche per noi è rilevante. La difficoltà nel reperire manodopera, soprattutto giovane, ha spinto la nostra azienda a ripensare completamente l’organizzazione del lavoro. Oggi il turnover è molto alto: mediamente una persona resta poco più di un anno. Di conseguenza, la strategia è quella di ridurre la necessità di competenze altamente specializzate, grazie a macchinari che permettono anche a personale non esperto di raggiungere rapidamente buoni livelli operativi. Parallelamente, abbiamo concentrato l’attenzione al benessere dei dipendenti: ambienti climatizzati, postazioni ergonomiche e processi ottimizzati contribuiscono a migliorare le condizioni di lavoro”.

 

Siamo di fronte ad un modello nuovo?

“Il modello che proponiamo rompe con l’immagine tradizionale della lavanderia. I nuovi punti vendita sono progettati per rendere visibile al cliente l’intero processo produttivo, puntando su trasparenza e fiducia. Abbiamo lanciato la lavanderia in vetrina nel senso che, come può vedere dall’ingresso si possono vedere tutte le fasi della produzione attraverso l’ampia vetrata. L’elemento distintivo del nostro servizio è la rapidità - con capi pronti anche in giornata e per un equilibrio tra qualità e prezzo. I processi di lavaggio sono altamente controllati e prevedono l’utilizzo di sistemi di sanificazione avanzati progettati da ÈCOSÌ, sviluppati nel tempo in collaborazione anche con altri fornitori”.

Lo sviluppo dell’ecommerce ha creato nuove esigenze nella clientela?

“Tra le sfide emergenti, pesa il cambiamento nelle abitudini dei consumatori. L’influenza dei grandi e-commerce ha modificato le aspettative dei clienti, sempre più orientati a resi immediati e rimborsi integrali anche per problemi minimi. È una mentalità difficile da gestire per realtà come la nostra. A questo si aggiunge il calo della qualità dei capi, spesso realizzati con materiali sintetici e poco resistenti, che rendono più complessi i processi di manutenzione. Noi cerchiamo di disinnescare questo problema cercando laddove è possibile di prevenire e quindi facendo filtro nell’acquisizione del capo, anche perché non abbiamo le possibilità messe in campo ad esempio da Amazon. La lavanderia è cambiata - concludono - ed è destinata a cambiare ancora. Il futuro passa da tecnologia, efficienza e capacità di adattarsi a un mercato in continua trasformazione”.

Nonostante le difficoltà, l’azienda guarda avanti con fiducia, puntando su innovazione continua e collaborazione con i fornitori. Ogni nuovo punto vendita rappresenta un’evoluzione del precedente, in un processo di miglioramento costante che, da oltre quattro decenni, accompagna la crescita dell’impresa. •

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