Il punto di riferimento del mercato della manutenzione tessile e della detergenza. In particolare si rivolge alla grande Lavanderia Industriale, Laboratori di Lavanderia Artigianale, pulitintolavanderia, Self-service. Sfoglia in totale libertà e praticità la Rivista Digitale.
Considerazioni e valutazioni mensili su generali e/o tecnici riguardanti il mondo dell'impresa, dell'economia del lavoro.
Direttore editoriale
Ogni mese viene affrontato un argomento in cui le aziende illustrano e valorizzano commercialmente un prodotto o una linea di prodotti.
Approfondimento mensile su una tematica specifica a cura della redazione tramite interviste con le aziende interessate.
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MARZIO NAVA
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle principali leve di innovazione per il settore delle lavanderie industriali, non solo come strumento tecnologico, ma come fattore di competitività e sviluppo del business. L’AI può ottimizzare l’intero processo di lavaggio attraverso l’analisi continua dei dati provenienti dalle macchine. Un tripudio di sensori e algoritmi sono in grado di adattare automaticamente programmi, dosaggi, consumi di acqua ed energia in funzione del carico, del tipo di tessuto e del livello di sporco, riducendo sprechi e costi operativi. Tutto ruota intorno alla gestione del dato. Per i costruttori di macchinari, l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere considerata soltanto una funzionalità aggiuntiva, ma un elemento progettuale. Le nuove macchine dovrebbero nascere predisposte alla raccolta e all’elaborazione dei dati, essere facilmente integrabili con i software gestionali e offrire piattaforme intuitive che rendano accessibili le informazioni anche agli operatori meno specializzati. A che punto siamo con l’AI nella progettazione e sviluppo dei macchinari?
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MARZIO NAVA
La lavanderia industriale sta vivendo una profonda trasformazione grazie all’integrazione tra software gestionali e tecnologia RFID. Ogni capo, dalla biancheria ospedaliera alle divise da lavoro, può essere identificato tramite un tag RFID inserito nel tessuto e monitorato lungo tutto il ciclo produttivo: ritiro, lavaggio, smistamento, confezionamento e riconsegna. Questa tecnologia consente la tracciabilità in tempo reale, riduce gli errori di movimentazione e migliora il controllo delle scorte. I principali produttori di soluzioni offrono piattaforme integrate con lettori, tunnel RFID e software gestionali. Le differenze principali riguardano modularità, capacità di integrazione con ERP aziendali, reportistica. Dal punto di vista degli utilizzatori, i benefici sono tangibili: conteggio automatico dei capi, riduzione delle perdite, maggiore precisione nella fatturazione e disponibilità di dati analitici sui consumi. Il vero valore aggiunto nasce dalla combinazione tra RFID e software gestionale. Non si tratta solo di identificare un capo, ma di trasformare i dati raccolti in informazioni operative per migliorare produttività, qualità del servizio e redditività. Per i produttori significa offrire soluzioni sempre più integrate e a supporto della lavanderia: semplificazione e puntualità. Per gli utilizzatori significa passare da una gestione reattiva a una gestione predittiva e basata sui dati
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MARZIO NAVA
Negli ultimi anni le lavanderie self service hanno seguito traiettorie di cambiamento significative, evolvendosi da semplici spazi funzionali a luoghi ibridi e sempre più tecnologici. La crescita è trainata da nuovi modelli di consumo, dall’urbanizzazione e da una forte attenzione a igiene, sostenibilità ed efficienza energetica. Sul piano tecnico, si diffondono macchinari con sensori intelligenti che regolano automaticamente acqua e detergenti, sistemi di sanificazione a ozono e controllo da remoto tramite app, che permettono di monitorare i cicli e ridurre gli sprechi. Il confronto con le aperture all’estero, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, evidenzia format ancora più evoluti: casse automatiche cashless, integrazione con piattaforme digitali e gestione centralizzata degli impianti. Cresce anche l’offerta di servizi specializzati e personalizzati. In questo scenario, la lavanderia non è più solo un luogo di passaggio, ma diventa spazio di socialità: ambienti curati, connessione Wi-Fi e aree relax trasformano l’attesa in un momento di relazione, contribuendo a creare micro-comunità urbane e a ridefinire il ruolo sociale di questi spazi. Qual è secondo la vostra esperienza e modello di business la strada da percorrere?
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MARZIO NAVA
Il trattamento degli abiti da lavoro e dei DPI nelle lavanderie industriali e professionali è oggi un nodo centrale per la sicurezza sul lavoro. Le lavanderie specializzate non svolgono più un semplice ruolo di pulizia, ma sono divenute parte integrante del sistema di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori. Il quadro normativo di riferimento impone al datore di lavoro l’obbligo di mantenere in efficienza i DPI e garantirne le condizioni igieniche idonee. Le lavanderie industriali moderne impiegano tecniche di trattamento avanzate basate su sistemi automatizzati di dosaggio detergenti, controllo delle temperature e tracciabilità RFID per monitorare ogni capo. L’impiego di prodotti a basso impatto ambientale e di tecnologie di risparmio energetico, contribuisce inoltre a ridurre l’impronta ecologica. Le aziende produttrici, nei diversi ambiti di competenza, quali misure attuano?
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