/ Magazine / L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUÒ OFFRIRE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS PER LE LAVANDERIE INDUSTRIALI?
di
MARZIO NAVA
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle principali leve di innovazione per il settore delle lavanderie industriali, non solo come strumento tecnologico, ma come fattore di competitività e sviluppo del business. L’AI può ottimizzare l’intero processo di lavaggio attraverso l’analisi continua dei dati provenienti dalle macchine. Un tripudio di sensori e algoritmi sono in grado di adattare automaticamente programmi, dosaggi, consumi di acqua ed energia in funzione del carico, del tipo di tessuto e del livello di sporco, riducendo sprechi e costi operativi. Tutto ruota intorno alla gestione del dato. Per i costruttori di macchinari, l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere considerata soltanto una funzionalità aggiuntiva, ma un elemento progettuale. Le nuove macchine dovrebbero nascere predisposte alla raccolta e all’elaborazione dei dati, essere facilmente integrabili con i software gestionali e offrire piattaforme intuitive che rendano accessibili le informazioni anche agli operatori meno specializzati. A che punto siamo con l’AI nella progettazione e sviluppo dei macchinari?

“L'intelligenza artificiale sta aprendo nuove prospettive anche nel settore dello stiro professionale e industriale”, ci racconta Andrea Astolfi, Direttore Commerciale di PONY SpA, ”offrendo strumenti in grado di migliorare non solo le prestazioni delle macchine, ma anche l'organizzazione dell'intero processo produttivo”.
Per voi azienda produttrice dello stiro professionale quale valore aggiunto fornisce?
“Per un costruttore come Pony, l'AI rappresenta un'opportunità per sviluppare soluzioni sempre più semplici da utilizzare, efficienti e affidabili. In un futuro non lontano, le macchine potrebbero supportare gli operatori regolando automaticamente parametri come temperatura, vapore, pressione e tempi di ciclo di stiro in funzione del capo trattato, contribuendo a mantenere costanti risultati di massima qualità e riducendo ulteriormente consumi ed errori umani. Va sottolineato, però, che su alcuni modelli con il PLC Pony, il monitoraggio continuo dei principali parametri di funzionamento che consentono di monitorare le performance degli operatori, individuare eventuali anomalie e programmare gli interventi di manutenzione è già una realtà. La tecnologia PONY TOUCH TECHNOLOGY, infatti, garantisce il controllo totale della macchina. Il Touch Logic consente di personalizzare e memorizzare facilmente i cicli di lavoro, di verificare la produttività, di accedere alle funzioni di diagnosi e agli alert di manutenzione, di effettuare autotest e aggiornamenti software. Se collegato in rete tramite una porta Ethernet, tutte le attività possono essere svolte anche remotamente”.
In quali altri ambiti l’Ai potrebbe avere un ruolo rilevante?
“Potrebbe apportare miglioramenti anche nell’ambito del servizio di assistenza e manutenzione. In questi ambiti specifici potremmo vedere l’evoluzione di sistemi intelligenti capaci di guidare operatori e manutentori nella ricerca delle informazioni, nell'identificazione dei ricambi e nella risoluzione dei problemi con rapidità ed efficacia. Infine, è importante sottolineare che per Pony, l'intelligenza artificiale non sostituisce l'esperienza delle persone, ma rappresenta uno strumento per valorizzarla, trasformando i dati in decisioni più rapide, processi più efficienti e soluzioni sempre più vicine alle esigenze dei clienti”.

L’intelligenza artificiale darà nuovo impulso alla logistica automatizzata e ne diventerà il principale motore di evoluzione. È questa la direzione indicata da METALPROGETTI SpA, azienda specializzata nei sistemi di movimentazione e stoccaggio per lavanderie tradizionali e professionali, che considera l’AI non come un’alternativa all’automazione esistente, bensì come la tecnologia in grado di potenziarla, rendendo i flussi più intelligenti, adattivi e predittivi e trasformando gli impianti da semplici sistemi automatici a vere e proprie piattaforme di gestione dati e servizi ad alto valore aggiunto. “Se nei laboratori di lavanderia tradizionale l’impiego dell’intelligenza artificiale è ancora limitato, nelle grandi lavanderie che gestiscono abiti da lavoro, strutture sanitarie e residenze assistenziali le applicazioni sono già realtà”, spiega Massimiliano Calisti, Direttore Commerciale di METALPROGETTI SpA. “L’AI supporta l’ottimizzazione dei processi di smistamento dei capi identificati anche tramite tecnologia RFID UHF, migliorando algoritmi che devono gestire migliaia di articoli con percorsi sempre più complessi, fino alla riconsegna personalizzata al singolo ospite o utilizzatore”. Tra gli ambiti più promettenti emerge il controllo qualità automatizzato. Grazie ai sistemi di visione, una telecamera può confrontare ogni capo con modelli di riferimento, individuare anomalie e decidere automaticamente se avviarlo alla fase successiva o reinserirlo nel processo. Una soluzione che riduce tempi, costi e fabbisogno di personale dedicato ai controlli. L’intelligenza artificiale trova spazio anche nella manutenzione predittiva. Attraverso sensori e analisi dei dati è possibile individuare segnali precoci di malfunzionamento, programmare interventi mirati e supportare i tecnici nella diagnosi dei guasti, riducendo al minimo i tempi di fermo impianto. Parallelamente, Metalprogetti Spa continua a investire nello sviluppo di negozi di lavanderia automatizzati, già diffusi in diversi Paesi europei e negli Stati Uniti. Già oggi l’integrazione tra automazione, app dedicate e software consente di gestire consegna, ritiro e pagamenti in totale autonomia, anche in assenza di personale. Le prossime evoluzioni abilitate dall’intelligenza artificiale permetteranno di compiere un salto di qualità: i sistemi saranno in grado di documentare ogni fase del processo e offrire una tracciabilità completa e in tempo reale. Questo si tradurrà in riduzione degli errori, tempi di gestione più rapidi e un servizio più trasparente e personalizzato per il cliente finale. “Per Metalprogetti Spa, la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: integrare automazione, software e intelligenza artificiale per trasformare la logistica delle lavanderie in un sistema sempre più efficiente, affidabile e orientato al servizio”, conclude Calisti.

“L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nelle imprese, ma la sua diffusione rischia di essere disordinata se non viene accompagnata da una strategia chiara”. È la riflessione di Andrea Casati, amministratore delegato di KONA, secondo cui “l’AI rappresenta una grande opportunità, a patto che venga applicata ai reali bisogni delle lavanderie industriali e supportata da dati affidabili. L’intelligenza artificiale non è la soluzione a tutto. Occorre individuare gli ambiti in cui può realmente fare la differenza, senza trascurare aspetti come la tutela dei dati e l’affidabilità delle risposte”.
Qual è secondo lei l’ambito in cui l’AI può fare la differenza?
“Il campo di applicazione più promettente è quello della logistica. La crescente richiesta di servizi digitali – dalla gestione degli ordini alla tracciabilità delle dotazioni, fino alla pianificazione dei ritiri e delle consegne – rende necessario disporre di strumenti in grado di supportare decisioni rapide e fondate. Un esempio è la gestione di un nuovo cliente. Definire la dotazione iniziale, organizzare i giri di consegna o pianificare la produzione sono attività che possono essere migliorate grazie all’analisi dello storico aziendale. Attraverso il machine learning, infatti, il software può confrontare situazioni analoghe, individuare modelli ricorrenti e fornire indicazioni motivate agli operatori. Il valore dell’AI non sta nel sostituire gli algoritmi matematici, ma nell’integrare e rendere più accessibili informazioni complesse, trasformando i dati raccolti negli anni in uno strumento di supporto alle decisioni. Anche la tracciabilità RFID rientra in questa evoluzione: oltre a seguire il percorso dei capi, genera una base dati utile per analizzare i processi, costruire modelli previsionali e migliorare l’efficienza operativa. Per KONA, la direzione è chiara: sviluppare software in cui intelligenza artificiale e patrimonio informativo lavorino insieme per rendere le lavanderie sempre più efficienti”, conclude Casati.

L’intelligenza artificiale si sta affermando come una delle innovazioni più rilevanti per il settore delle lavanderie industriali. Ne è convinto Alfonso Caselli di ALGITECH, secondo cui il principale valore dell’AI risiede nella capacità di migliorare processi e produttività con investimenti contenuti. “Fino a poco tempo fa, per ottenere determinati risultati era necessario investire cifre importanti in nuovi macchinari. Oggi, invece, algoritmi permettono di raggiungere benefici significativi con costi molto più accessibili. L’AI contribuisce anche alla sostenibilità, ottimizzando i cicli di lavorazione, riducendo sprechi, consumi e costi operativi. Grazie all’elaborazione dei dati è possibile migliorare la gestione dei processi e utilizzare le risorse in modo più efficiente. Algitech sta già sviluppando applicazioni concrete che saranno esposte nell'ambito della fiera. Un altro ambito strategico è la manutenzione predittiva. Attraverso il monitoraggio costante dei dati di funzionamento delle macchine, l’azienda può prevedere l’usura dei componenti, programmare gli interventi e ridurre il rischio di guasti, aumentando l’affidabilità degli impianti. Il settore delle lavanderie industriali è particolarmente adatto all’intelligenza artificiale perché gestisce grandi volumi di articoli e numerosi processi. L’analisi integrata dei dati consente infatti di ottimizzare costi, tempi e organizzazione. Fondamentale anche l’integrazione tra macchinari, sistemi di tracciabilità e software gestionali, un percorso avviato con Industria 4.0 e oggi indispensabile. Non basta più realizzare una macchina efficiente. Ogni impianto deve dialogare con l’intero sistema produttivo. È questa la direzione del mercato e noi stiamo già integrando l’intelligenza artificiale nelle nostre macchine”.

“L'intelligenza artificiale applicata alle lavanderie industriali non riguarda solo l'ottimizzazione di lavaggio, consumi e manutenzione predittiva. Esiste un ambito meno visibile ma altrettanto strategico”, ci racconta Gabriele Parravicini, Project & Service Manager - ZCS AUTOMATION: “la gestione quotidiana del rapporto con chi utilizza divise e biancheria. Cambi taglia, capi danneggiati, richieste di reintegro dispenser, verifiche di consegna: attività semplici ma numerose, che sottraggono tempo prezioso a operatori e guardarobiere. Da questa esigenza nasce wAssistant, la soluzione di Zucchetti Centro Sistemi: un assistente virtuale disponibile su WhatsApp, canale già familiare a tutti gli utenti. L'elemento innovativo non è solo la disponibilità 24 ore su 24, ma la possibilità di dialogare in linguaggio naturale, senza codici o procedure da imparare. Frasi come "Ho bisogno di una taglia in più" o "Il distributore è vuoto" vengono comprese dall'assistente, che interpreta l'intenzione, pone domande di chiarimento se serve e avvia il processo corretto. Può raccogliere informazioni, richiedere foto, consultare i sistemi aziendali e aggiornare lo stato delle richieste in tempo reale, mantenendo una conversazione naturale. Questo modello elimina i passaggi intermedi tradizionali (reparto, guardaroba, referente) permettendo un dialogo diretto tra lavanderia e utente finale, senza perdere il controllo dei processi. Il risultato è una relazione più immediata e trasparente: l'utente riceve risposte rapide e si sente seguito, la lavanderia conosce meglio le esigenze reali dei clienti, riduce i tempi di gestione e migliora il servizio. Guardarobiere e tecnici non vengono sostituiti, ma liberati dalle attività ripetitive per concentrarsi dove il loro intervento fa davvero la differenza. L'IA diventa così un nuovo canale relazionale: più umano perché comprende il linguaggio delle persone, più vicino perché elimina distanze operative, più efficiente perché trasforma ogni conversazione in un processo digitale tracciabile e integrato con i sistemi gestionali”.

L’intelligenza artificiale è ormai una realtà consolidata anche in MONTANARI ENGINEERING CONSTRUCTION Srl. Claudio Montanari, Amministratore Delegato dell’azienda, racconta come l’AI sia già integrata nei processi interni, dallo sviluppo software alla progettazione, fino alle attività commerciali e di assistenza. “In ufficio è uno strumento di uso quotidiano: la utilizziamo per elaborare offerte complesse, traduzioni e sviluppo software. Alcune parti dei nostri programmi vengono già realizzate con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale dedicati. Un contributo che si estende anche alla ricerca e sviluppo, soprattutto nell’analisi di nuove soluzioni tecniche, pur senza sostituire il lavoro progettuale tradizionale. Sul fronte delle macchine, il passo più significativo riguarda il software gestionale sviluppato da Cartesia, società del gruppo Montega. La piattaforma integra funzioni basate sull’AI che consentono agli operatori di interrogare il sistema, ricercare guasti, consultare la documentazione tecnica e aprire automaticamente ticket di assistenza già completi di matricola, caratteristiche della macchina e dati necessari ai tecnici. È un supporto concreto alla prevenzione dei guasti e rende molto più rapida la gestione dell’assistenza.
Mi diceva che l’AI ha un notevole ruolo anche per quanto riguarda il monitoraggio sui consumi… “L’intelligenza artificiale trova spazio anche nel monitoraggio dei consumi. Attraverso sensori installati sulle macchine, il software raccoglie dati in tempo reale su energia e prestazioni, mettendo a disposizione strumenti di analisi che consentono di individuare inefficienze e opportunità di ottimizzazione produttiva”.
Qual è il valore aggiunto? “Il vero potenziale dell’AI è però nell’analisi dei dati prodotti dagli impianti interconnessi. Oggi disponiamo di una grande quantità di informazioni grazie alle tecnologie 4.0 e 5.0. Il passo successivo sarà sfruttarle in modo intelligente, trasformandole in indicazioni operative senza dover dedicare personale all’analisi continua”. Resta una riflessione sull’impatto occupazionale. “L’intelligenza artificiale offre vantaggi enormi in termini di precisione ed efficienza, ma è inevitabile che alcune mansioni verranno progressivamente sostituite. È una trasformazione che va governata, perché cambierà profondamente il modo di lavorare”.

“Le nostre macchine sono già 4.0 e possono raccogliere una grande quantità di informazioni”. È da qui che Giorgio Castino, parlando delle soluzioni IMPIANTI NOVOPAC per la lavanderia industriale, guarda al futuro dell’intelligenza artificiale applicata agli impianti. “La tecnologia, in realtà, è già presente sotto forma di sistemi di monitoraggio e raccolta dati. Su macchine di maggiore valore, il cliente può richiedere il controllo degli organi soggetti a usura, programmando gli interventi prima che si verifichi un guasto. Se conosciamo la vita utile di una catena la macchina può conteggiare le ore di lavoro e segnalare quando si avvicina il momento della sostituzione. Un approccio che apre alla manutenzione predittiva. Il livello di controllo può essere molto elevato. Attraverso PLC e sistemi dedicati, Novopac può elaborare report sulla produzione, sui tempi di fermo e persino sul tempo che intercorre tra la segnalazione di un’anomalia e l’intervento dell’operatore. Il cliente ci dice quali informazioni vuole conoscere e noi studiamo come raccoglierle e restituirle». Una personalizzazione che cresce con il valore e la complessità dell’impianto. Nel settore della lavanderia industriale c’è però una particolarità: la macchina Novopac non viene percepita come direttamente produttiva. Eppure, se si ferma, può interrompere l’intero ciclo, impedendo la consegna del prodotto. Il nostro obiettivo è una macchina che il cliente quasi non sappia di avere. È proprio qui che l’intelligenza artificiale può diventare strategica: utilizzare i dati già disponibili per anticipare anomalie, ottimizzare la manutenzione e aumentare ulteriormente affidabilità e continuità operativa. La tecnologia deve rendere la macchina più affidabile”, non più complicata, conclude Castino.
Passiamo ora a intervistare Elena Russ, Product Lead di HUBLO alla quale poniamo qualche domande specifiche.
"Quali funzionalità di intelligenza artificiale sono già disponibili nel vostro software e quali sono ancora in fase di sviluppo? “
Per le lavanderie a secco abbiamo sviluppato una piattaforma SaaS basata sull'intelligenza artificiale. La soluzione è composta da una telecamera 4K, un tablet e un collegamento al sistema POS (Point of Sale, il gestionale del punto vendita). Il software supporta gli operatori identificando, in meno di cinque secondi, il tipo di capo, il colore, il marchio e altre caratteristiche. Ma soprattutto offre un aiuto concreto in due ambiti fondamentali. Il primo riguarda l'identificazione di fori, elementi delicati del tessuto (ad esempio perline e decorazioni applicate) e macchie. Il secondo è la tracciabilità del capo: il sistema permette di recuperare rapidamente informazioni quali il contenuto di un determinato ordine, la data di arrivo del capo in negozio e molte altre informazioni utili. Si tratta proprio delle domande che il responsabile di una lavanderia si pone quotidianamente nella gestione di contestazioni e reclami. Tra gli aspetti ancora in fase di sviluppo vi è il server, che richiede prestazioni sempre più elevate per supportare l'evoluzione della piattaforma. Inoltre, continuiamo a perfezionare costantemente i modelli di intelligenza artificiale, ad esempio quelli dedicati al riconoscimento dei tessuti, con l'obiettivo di raggiungere il massimo di precisione”.
Come vengono raccolti, elaborati e resi disponibili i dati operativi per supportare le decisioni operative? “Vengono raccolti principalmente presso le lavanderie a secco e archiviati sui nostri server, ospitati in Francia. Si tratta soprattutto di fotografie ad alta risoluzione dei capi, che vengono accuratamente verificate e inserite nei nostri dataset. Questi dataset vengono utilizzati per addestrare i modelli di base dedicati al riconoscimento del tipo di capo, del materiale, del marchio e di altre caratteristiche. Le informazioni ottenute consentono poi al sistema di individuare i rischi associati a ciascun capo e suggerire i trattamenti più appropriati”.
Quali opportunità di business e quali vantaggi competitivi ritenete che l'intelligenza artificiale offrirà alle lavanderie nei prossimi anni? “Nei prossimi anni molti professionisti altamente qualificati del settore della cura dei tessili andranno in pensione e una parte della domanda rischierà di rimanere senza risposta. Questa piattaforma SaaS offre alle lavanderie a secco un vantaggio competitivo concreto, consentendo loro di garantire il più elevato livello di cura dei capi e di servizio al cliente. In questo modo sarà possibile distinguersi nettamente dalla concorrenza e affrontare il mercato con un livello di qualità superiore.”

Concludiamo questo approfondimento con Christopher Murphy, Managing Director SPINDLE EUROPE/APAC al quale chiediamo, quali funzionalità di AI sono già disponibili nel vostro software e quali sono ancora in fase di sviluppo? “Spindle offre le funzionalità necessarie per supportare le attività operative attraverso l'intelligenza artificiale, tra cui il monitoraggio della produzione, l'analisi della produttività del personale, il monitoraggio dell'utilizzo delle apparecchiature, la reportistica sui tempi di fermo e sulla produttività, il calcolo del fabbisogno di personale, la visibilità sui flussi produttivi, la manutenzione preventiva e i confronti tra diversi stabilimenti, turni, macchinari, team e operatori. Tra le funzionalità basate sull'intelligenza artificiale attualmente in fase di sviluppo rientrano il rilevamento delle anomalie, la generazione automatica di sintesi delle performance, l'accesso alle informazioni operative tramite linguaggio naturale, le analisi predittive, l'identificazione dei “colli di bottiglia”, le previsioni e le raccomandazioni che evidenziano l'impatto operativo o finanziario. L'obiettivo non è sostituire i responsabili, ma aiutarli a comprendere cosa sta accadendo e dove è necessario intervenire”.
Come vengono raccolti, elaborati e resi disponibili i dati operativi per supportare le decisioni? “In Spindle, lo sviluppo dell'intelligenza artificiale parte da una solida base digitale. La nostra piattaforma raccoglie informazioni in tempo reale dai segnali delle macchine e dei PLC, dalle interfacce delle apparecchiature, dalle attività degli operatori, dai sistemi di gestione del reparto lavaggio, dai dispositivi IoT, dai registri di manutenzione, dai sistemi ERP, dai database e dalle condivisioni dati. I dati vengono standardizzati e resi disponibili attraverso visualizzazioni in tempo reale, dashboard, report, avvisi e strumenti di gestione”.
Quali opportunità di business e quali vantaggi competitivi ritenete che l'AI offrirà alle lavanderie industriali “L'AI può creare nuove opportunità di business per le lavanderie industriali trasformando i dati operativi in decisioni più rapide, più chiare e più redditizie. L'intelligenza artificiale aiuterà le lavanderie a ottimizzare l'impiego del personale, sfruttare la capacità inutilizzata degli impianti, ridurre i tempi di fermo, migliorare la pianificazione della produzione e collegare i livelli di produzione al consumo di energia, acqua e altre risorse. Il vantaggio competitivo deriverà dalla combinazione di dati accurati e aggiornati in tempo reale con un processo decisionale supportato dall'intelligenza artificiale. Le lavanderie potranno produrre di più utilizzando le risorse esistenti, ridurre i costi, migliorare l'affidabilità, prendere decisioni di investimento più efficaci, dimostrare i progressi ottenuti in termini di sostenibilità e proteggere i propri margini”. •
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