/ Magazine / Altri articoli / PUNTO CLEAN, da Manerbio a Brescia il futuro del lavaggio è già realtà
di
Marzio Nava
Ci sono imprese che attraversano le generazioni adattandosi ai cambiamenti del mercato senza perdere la propria identità. È il caso di Punto Clean, la lavanderia professionale della famiglia Berselli, oggi presente con due sedi a Manerbio e Brescia, che rappresenta uno degli esempi più significativi di come un’attività tradizionale possa evolversi attraverso l’innovazione tecnologica, l’automazione dei processi e una visione imprenditoriale costruita in oltre settantacinque anni di esperienza.
La storia dell’azienda inizia nel 1950. A dare il via all’attività è la madre di Giorgio Berselli, Maria Marelli in Berselli, che aveva imparato il mestiere grazie alle imprese come Zucchi, una delle realtà storiche del settore nel Bresciano.
Per evitare una concorrenza diretta con i parenti, decide di aprire la propria lavanderia a Manerbio, dove la presenza dello stabilimento
Marzotto garantiva una clientela numerosa, composta da operai e impiegati che affidavano alla lavanderia professionale i propri capi. È l’inizio di una crescita costante.
Nel 1958 viene inaugurato un nuovo laboratorio in via Magenta, sempre a Manerbio. Pochi anni più tardi gli impianti vengono completamente rinnovati e gli spazi produttivi raggiungono circa cinquecento metri quadrati. La domanda continua ad aumentare e, all’inizio degli anni Settanta, la famiglia Berselli decide di compiere un investimento destinato a segnare una nuova fase della propria storia imprenditoriale: l’acquisto di un’area di oltre ottomila metri quadrati sulla quale vengono costruiti due capannoni industriali, rispettivamente di circa 1.500 e 800 metri quadrati.
Come accade in molti settori, anche quello delle lavanderie professionali cambia profondamente. La logistica basata sui furgoni perde progressivamente centralità e la famiglia Berselli sceglie di sviluppare una rete di negozi di prossimità. Nascono così numerosi punti vendita, fino ad arrivare a nove esercizi distribuiti tra la provincia di Brescia e Verona.
Nel 2000 avviene un passaggio importante. Giorgio Berselli e il fratello decidono di proseguire separatamente le rispettive attività. Lo stabilimento industriale rimane da una parte, mentre Giorgio riparte dai negozi costruendo un nuovo percorso imprenditoriale. Una scelta che, osservata oggi, si rivela coerente con una precisa filosofia gestionale.
“Conosco i miei limiti e preferisco seguire direttamente quello che posso controllare”, spiega Giorgio Berselli. Una visione che lo porta progressivamente a concentrare gli investimenti su due sedi, quella storica di Manerbio e quella di Brescia, rinunciando all’idea di una crescita numerica fine a sé stessa. “Ci sono aziende all’estero, come in Inghilterra, aggiunge, che gestiscono centinaia di punti vendita, ma ogni imprenditore deve conoscere le proprie possibilità e costruire un’organizzazione sostenibile”. Oggi la gestione operativa è affidata al figlio Carlo Berselli, entrato stabilmente nell’azienda dopo un lungo percorso di esperienza iniziato nei primi anni Duemila. Accanto a lui lavorano anche altri componenti della famiglia, tra cui la cugina Elena e la sorella Daniela, quest’ultima gestisce l’attività di Manerbio nella bassa bresciana. Una continuità generazionale che rappresenta uno dei punti di forza dell’impresa. La sede di Brescia, rilevata nel 2013, è diventata il laboratorio dell’innovazione aziendale.

Quando Punto Clean acquisisce il negozio, la clientela è abituata ad attendere fino a una settimana per ritirare i propri capi. La famiglia Berselli decide invece di rivoluzionare completamente il servizio, puntando sulla rapidità delle lavorazioni e sulla riduzione drastica dei tempi di riconsegna. “È stata questa la chiave di volta”, ci dice Carlo Berselli. “Una scelta inizialmente rischiosa ma premiata dal mercato. Alcuni clienti storici hanno cambiato lavanderia, ma molti altri hanno apprezzato immediatamente il nuovo modello organizzativo, fondato sulla velocità senza compromessi sulla qualità. Il passaparola diventa il principale strumento di crescita, confermando come il miglior investimento pubblicitario rimanga la soddisfazione del cliente”.

L’ultimo anno ha segnato un’ulteriore accelerazione. Punto Clean di Brescia ha rinnovato integralmente il proprio parco macchine introducendo nuovi impianti per il lavaggio a secco, sistemi di lavaggio ad acqua Girbau di ultima generazione e moderne tecnologie dedicate allo stiro e al finissaggio. “L’obiettivo non è soltanto aumentare la produttività, ma anche migliorare la qualità finale del trattamento”, sottolinea Carlo. Nel lavaggio a secco, ad esempio, i nuovi impianti consentono di ottenere capi perfettamente asciutti al termine del ciclo, riducendo sensibilmente anche il consumo di solvente. Migliora inoltre la morbidezza dei tessuti e diminuiscono le lavorazioni successive necessarie prima dello stiro.
“Anche il reparto finissaggio è stato completamente ripensato”, aggiunge Carlo. “Le nuove macchine TREVIL dedicate allo stiro di pantaloni e camicie permettono di standardizzare la qualità e, soprattutto, di ridurre drasticamente i tempi di lavoro e apprendimento degli operatori. Se un tempo erano necessari anni di esperienza per formare una stiratrice altamente qualificata, oggi l’automazione rende il lavoro più semplice, mantenendo elevati standard qualitativi”. Un altro elemento distintivo è rappresentato dall’automazione della movimentazione interna. Ogni capo viene identificato digitalmente e, una volta completato il ciclo di lavorazione, un sistema automatico provvede a ricomporre l’intero ordine del cliente, eliminando gran parte delle operazioni manuali. L’operatore verifica semplicemente la correttezza della commessa prima della consegna, con una significativa riduzione del rischio di errori.

A completare questo percorso è arrivato anche il nuovo sistema di ritiro automatico targato Metalprogetti disponibile ventiquattro ore su ventiquattro nella sede di Brescia. Il cliente può consegnare la biancheria da trattare e ritirare i propri capi anche al di fuori dell’orario di apertura, compresa la domenica, conciliando il servizio con le esigenze di una vita quotidiana sempre più flessibile. Come precisa Giorgio, “molte volte quando arrivo al mattino prima dell’apertura fisica del negozio vedo la fila dei clienti per consegnare e/o ritirare la merce lavata stirata nel punto automatizzato”. Per la famiglia Berselli l’automazione non rappresenta soltanto un investimento tecnologico, ma una risposta concreta alle criticità che interessano tutto il comparto.

“Il primo problema è rappresentato dall’aumento dei costi energetici”, ci dice Carlo, “che incide pesantemente su un’attività ad alta intensità di consumi. Il secondo riguarda la difficoltà nel reperire personale. Trovare collaboratori è sempre più complicato. Noi abbiamo statisticamente un turn over posizionato sui 5 anni. E quando arriva nuovo personale preferisco che partano da zero. È più semplice insegnare il nostro metodo piuttosto che modificare abitudini consolidate”. Una filosofia resa possibile proprio dalla crescente automazione delle lavorazioni, che riduce i tempi di formazione e rende più semplice l’inserimento dei nuovi addetti.

“Il lavaggio a secco conserva un ruolo fondamentale per i capi in lana e per i tessuti più delicati, mentre il lavaggio professionale ad acqua è in costante crescita grazie all’evoluzione dei materiali e delle tecnologie. Restano invece molto richiesti i servizi dedicati a camicie e pantaloni, lavorazioni che richiedono ancora oggi competenza, precisione e organizzazione”. Guardando al futuro, Punto Clean punta ad aumentare i volumi mantenendo inalterati gli standard qualitativi. Non attraverso una moltiplicazione indiscriminata dei punti vendita, ma sfruttando le economie di scala rese possibili dall’automazione, dalla digitalizzazione dei processi. Settantacinque anni dopo quella prima lavanderia aperta a Manerbio, la storia della famiglia Berselli continua ad evolversi. Con la stessa attenzione al lavoro ben fatto che ha accompagnato le origini dell’impresa, ma con strumenti, tecnologie e servizi capaci di rispondere alle esigenze di un mercato completamente diverso da quello del 1950.
Potrebbe essere questo il nuovo modello di sviluppo per la lavanderia artigianale? •
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