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Considerazioni e valutazioni mensili su generali e/o tecnici riguardanti il mondo dell'impresa, dell'economia del lavoro.
Direttore editoriale
Ogni mese viene affrontato un argomento in cui le aziende illustrano e valorizzano commercialmente un prodotto o una linea di prodotti.
Approfondimento mensile su una tematica specifica a cura della redazione tramite interviste con le aziende interessate.
di
Marzio Nava
Nel cuore delle lavanderie industriali e dei laboratori, l’acqua gioca un ruolo cruciale. Ogni ciclo di lavaggio, che coinvolge tonnellate di biancheria ogni giorno, dipende da una gestione ottimale delle risorse idriche. Ogni lavanderia industriale consuma grandi quantità di acqua: dal lavaggio al risciacquo, passando per i cicli di pretrattamento. Ma non è solo il consumo a essere rilevante: la qualità dell’acqua può avere un impatto diretto sui costi operativi e sulla durata delle attrezzature. Per rispondere a queste necessità, molte lavanderie industriali si affidano a sofisticati sistemi di trattamento dell’acqua. Tra i più comuni ci sono gli addolcitori, che rimuovono i minerali responsabili della durezza, e i sistemi di filtrazione che eliminano impurità e particelle sospese. Inoltre, alcuni impianti impiegano tecnologie come l’osmosi inversa per purificare l’acqua, permettendo il suo riutilizzo. Tuttavia, non basta semplicemente trattare l’acqua: è fondamentale monitorare costantemente la qualità del flusso in ingresso. Per questo motivo, sono sempre più diffusi sensori e dispositivi di monitoraggio che rilevano in tempo reale variazioni nei parametri dell’acqua, come pH, durezza e contaminazione. Questi strumenti permettono alle lavanderie di correggere rapidamente eventuali problemi, riducendo i rischi di danneggiare le attrezzature e ottimizzando i costi operativi.
di
Marzio Nava
La comparazione tra un essiccatoio professionale con uno ad utilizzo domestico può essere interpretabile per i professionisti del settore come una sorta di provocazione. Perché il piano professionale è collocabile su una dimensione, anzi, direi su un pianeta completamente diverso da quello di casa. I tempi di asciugatura sono totalmente diversi. La differenza fondamentale è data dalla potenza. Gli essiccatoi a carattere industriale sono macchine professionali con performance migliori rispetto alle comuni asciugatrici. Le dimensioni del macchinario fanno la differenza, ma non solo. Il microcosmo degli essiccatoi, che poi non è così tanto micro, permette la scelta tra un’ampia gamma, esistono essiccatoi a gas, a vapore, elettrici a circuito chiuso, ma anche modelli che prevedono la possibilità di scegliere ogni volta la fonte di energia da usare. Quali sono le differenze fondamentali, le innovazioni e il valore aggiunto degli essiccatoi che realizzate?
di
Marzio Nava
La depurazione delle acque può riguardare aziende che producono reflui in differenti settori produttivi. In questo contesto ci occupiamo della depurazione delle acque nelle lavanderie, nei laboratori e nelle lavanderie industriali. Negli ultimi anni è affiorata una grande attenzione ai reflui proprio perché oltre alla normativa anche l’attenzione degli enti, Comuni e ATS, in particolare, si è fatta sempre più pressante e capillare. La depurazione delle acque nelle lavanderie industriali è un processo essenziale per ridurre l’impatto ambientale dei reflui, ricchi di tensioattivi, oli, metalli pesanti e sostanze organiche. Per trattare queste acque si utilizzano diverse tecniche, spesso combinate: filtrazione meccanica per rimuovere i solidi, trattamenti chimico-fisici per separare gli inquinanti disciolti e processi biologici per degradare la materia organica. In molti impianti si adottano anche tecnologie avanzate, come l’ultrafiltrazione o l’osmosi inversa, che permettono un’elevata qualità dell’acqua trattata e, in alcuni casi, il suo riutilizzo nel ciclo produttivo. Quale tecnica di intervento privilegiate? Quale la best practice in una lavanderia di piccole, medie o grandi dimensioni di cui volete parlare o comunque che riteniate un fiore all’occhiello dei vostri interventi?
di
Marzio Nava
L’arte della tavola è un’opportunità per unire estetica e sostenibilità. Il made in Italy che è fatto di bellezza e di bontà anche nel piatto non può non essere associato anche ad una tavola ben vestita ed esteticamente accattivante. Contestualmente fare scelte sostenibili a tavola può contribuire a ridurre l’impatto ambientale e promuovere pratiche più sostenibili. Il tessuto di qualità va a braccetto con il rispetto per l’ambiente. L’eccellenza in tavola si combina inevitabilmente anche con l’igiene che troppo spesso in tavoli “nudi” o altro rischia di essere trascurata o non considerata in modo adeguato. Avete nuove linee da proporre alla vostra clientela? Avete optato nella vostra gamma di articoli per scelte più squisitamente green? Quali sono dal vostro punto di vista le tendenze che si faranno largo nei prossimi anni?
Qui troverete una cronologia dei contenuti che vi permetterà di accedere facilmente a tutte le pubblicazioni passate.
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