/ Magazine / QUAL È LA DIFFERENZA TRA ASCIUGATRICI AD USO DOMESTICO ED ESSICCATOI PROFESSIONALI?

QUAL È LA DIFFERENZA TRA ASCIUGATRICI AD USO DOMESTICO ED ESSICCATOI PROFESSIONALI?

di
Marzio Nava

 

La comparazione tra un essiccatoio professionale con uno ad utilizzo domestico può essere interpretabile per i professionisti del settore come una sorta di provocazione. Perché il piano professionale è collocabile su una dimensione, anzi, direi su un pianeta completamente diverso da quello di casa. I tempi di asciugatura sono totalmente diversi. La differenza fondamentale è data dalla potenza. Gli essiccatoi a carattere industriale sono macchine professionali con performance migliori rispetto alle comuni asciugatrici. Le dimensioni del macchinario fanno la differenza, ma non solo. Il microcosmo degli essiccatoi, che poi non è così tanto micro, permette la scelta tra un’ampia gamma, esistono essiccatoi a gas, a vapore, elettrici a circuito chiuso, ma anche modelli che prevedono la possibilità di scegliere ogni volta la fonte di energia da usare. Quali sono le differenze fondamentali, le innovazioni e il valore aggiunto degli essiccatoi che realizzate?

IMESA

“Le differenze più rilevanti tra un’asciugatrice domestica e un essiccatoio professionale IMESA riguardano la cura dei tessuti e l’efficienza energetica del processo di asciugatura”, ci dice Carlo Miotto, CEO di IMESA SpA. “Un modello domestico, pur offrendo buone prestazioni, non permette una reale personalizzazione dei cicli: un limite significativo quando si devono trattare capi di natura e composizione differenti. L’essiccatoio IMESA, invece, consente di impostare parametri specifici in base al tipo di tessuto, garantendo risultati ottimali in ogni ciclo. La vera distinzione tra asciugatura professionale e domestica risiede nella delicatezza del trattamento. Grazie alla particolare conformazione del cesto, al controllo preciso della temperatura dell’aria calda e alla gestione del flusso d’aria all’interno del tamburo, gli essiccatoi IMESA assicurano un’asciugatura uniforme e non aggressiva. In questo modo, i tessuti non vengono stressati e mantengono più a lungo la loro qualità originaria”.

Per quanto riguarda i consumi energetici?

“Oggigiorno l’efficienza energetica rappresenta un fattore cruciale per il cliente finale: ridurre i consumi significa compiere scelte responsabili e ottenere un risparmio concreto sui costi di gestione. La nuova linea di essiccatoi ES IMESA risponde pienamente a questa esigenza, grazie a un progetto mirato che permette di ridurre del 25% la potenza installata e del 20% l’energia richiesta nella fase di evaporazione. Al contrario, le asciugatrici domestiche, anche se appartenenti alle classi energetiche più elevate, richiedono tempi mediamente più lunghi per completare il ciclo di asciugatura. Questo comporta un consumo energetico complessivo maggiore e rende meno sostenibile il loro utilizzo su volumi di lavoro importanti, evidenziando la differenza sostanziale tra efficienza domestica e professionale”.

Il risparmio energetico nella visione attuale deve essere coniugato con il rispetto per l’ambiente…

“Oltre al risparmio energetico, l’utilizzo di essiccatoi professionali della linea ES IMESA contribuisce significativamente alla sostenibilità ambientale. Ridurre i consumi significa infatti abbattere le emissioni legate alla produzione di energia e limitare l’impatto complessivo sull’ambiente, un elemento sempre più apprezzato dai clienti e dalle aziende attente alla responsabilità sociale. Dal punto di vista economico, l’efficienza della tecnologia IMESA si traduce in un ritorno concreto: cicli più rapidi e ottimizzati permettono di trattare maggiori volumi di tessuti in minor tempo, riducendo il consumo di energia e aumentando la produttività. In contesti professionali, dove la qualità e la rapidità sono fattori critici, la scelta di un essiccatoio IMESA diventa un investimento strategico, capace di unire performance, cura dei tessuti e sostenibilità”.

GRANDIMPIANTI

Chiediamo a Gabriele Giotto, Sales and Product Manager di GRANDIMPIANTI I.L.E., cosa ne pensa di questo raffronto tra due macchinari che sono oggettivamente su latitudini completamente diverse?

“Un parallelo tra gli essiccatoi professionali e quelli in ambito domestico si può senza dubbio fare. La prima cosa che rispondono coloro che optano per quello di uso domestico è, “gli essiccatoi professionali costano molto di più”. La nostra difficoltà a fare passare il concetto di professionalità si ha soprattutto nei confronti dei rivenditori del settore Ho.Re.Ca.”

Per quale motivo c’è questa difficoltà?

“Chi fa ospitalità capita sia un po’ estraneo al mondo della lavanderia. Mi passi il parallelo, è come pensare che in un autogrill venga utilizzata una lavastoviglie di uso domestico, sarebbe impensabile, così anche in una lavanderia o in un albergo. La professionalità non è data tanto dalla dimensione della macchina quanto dal fatto che è più veloce e più performante, con un occhio di riguardo ai costi di esercizio. In 30-35 minuti il carico deve essere trattato, non sono ammissibili perdite di tempo. Il valore aggiunto, poi, è la versatilità: l’essiccatoio svolge un ruolo fondamentale e critico in lavanderia, in quanto a differenza della lavatrice l’azione meccanica non beneficia dell’ausilio dell’acqua e della detergenza; quindi, ci deve essere un legame simbiotico tra lavaggio ed asciugatura. La delicatezza o il vigore del processo di lavaggio devono essere rispettivamente replicati anche nell’essiccatoio, ovviamente con parametri e grandezze in gioco anche molto diverse. Come Grandimpianti I.L.E. abbiamo sviluppato, sin dal 2008, il concetto di “ciclo di asciugatura”, molto diverso da un conto alla rovescia ad una data temperatura. Per intenderci, il tessuto non risente troppo dell’alta temperatura fino a che è bagnato perché l’energia termica che gli fornisco viene assorbita dall’acqua di cui il tessuto stesso è impregnato. Quindi è necessario avere più punti di misurazione della temperatura, sapere come la fibra reagisce grazie alla rilevazione di sonde di umidità e di temperatura.”

Tutto ciò implica una visione completa del processo di asciugatura…

“Certamente, non siamo più agli essiccatoi concepiti con un cesto che gira ad una temperatura preimpostata ad un tempo definito. Essenziale è la combinazione corretta di più parametri per il trattamento di una determinata fibra: l’azione meccanica, la gestione della temperatura, il tenore di umidità. Tutto deve essere controllato minuziosamente durante il ciclo di asciugatura e deve essere coerente con la produttività che in una realtà professionale è fondamentale. L’essiccatoio, inoltre, è la macchina più energivora in lavanderia. Dobbiamo quindi coibentare il cesto ed orientare al meglio il flusso dell’aria. Dobbiamo ottimizzare l’uso dell’energia termica che gioco forza nel processo dobbiamo generare. Lo studio della gestione dell’aria è fondamentale. Consideriamo poi che gli essiccatoi di estrazione europea hanno una vasca, fissa, ed un cesto, che ruota: l’aria viene convogliata quindi nel cesto, anche se molto spesso tende a disperdersi al di fuori di esso, rendendo meno efficace il processo. Nelle nostre macchine l’aria in entrata anche a 140 gradi, mentre in uscita solitamente si assesta sui 40 gradi, ciò vuol dire che l’energia termica generata è stata ben utilizzata e la dispersione è minima. Nella macchina professionale l’aria deve essere convogliata unicamente sul tessuto,” conclude Giotto.

RENZACCI

“Quando si tende a parlare di un essiccatore ad uso domestico confrontandolo con uno a carattere professionale bisogna considerare molti fattori e non solo quello della potenza installata nella macchina”, sottolinea Marco Niccolini, Direttore Commerciale e Marketing RENZACCI SpA. “Senza dubbio questo è un fattore importante ma è necessario prendere in considerazione molti altri elementi altrettanto importanti”.

Quali sono gli altri fattori fondamentali?

“Innanzitutto la configurazione del cesto all’interno della asciugatrice. L’essiccatoio industriale è dotato di battitori o alette interne con una proporzione specifica con il diametro del cesto, in modo tale che il capo che deve essere asciugato possa essere allungato per tutta la sua estensione. È quindi pervaso dall’aria in maniera omogenea e uniforme. Per omogeneità intendiamo l’unità di calore somministrata lungo la superficie del capo trattato, mentre l’uniformità è data dalla diffusione dell’aria. Mi spiego con un esempio. Prendiamo un capo in poliuretano o in seta. L’applicazione scomposta della temperatura su parti della superficie del capo non influisce soltanto sulla velocità e la qualità dell’asciugamento ma sul fatto che la temperatura applicata in maniera disomogenea sulla superficie può causare dei microdanneggiamenti o delle microtensioni sul materiale. Le alettature negli essiccatori domestici ci sono ovviamente ma con prestazioni di gran lunga inferiori che si traducono in minore qualità e maggiori costi di asciugamento”.

Per quanto riguarda le potenze installate?

“Per creare dei vortici d’aria significativi non sono necessarie delle potenze installate molto elevate. È chiaro che le potenze installate su una asciugatrice professionale sono superiori a quelle dell’essiccatore domestico ma se andiamo ad analizzare il costo per capo asciugato ci accorgeremmo che è nettamente a favore della professionalità del macchinario utilizzato”.

Facciamo gli avvocati del diavolo, si potrebbe eccepire, ma il costo del macchinario professionale è più elevato di quello di uso domestico….

“Ma questo non è tanto un costo d’acquisto io lo chiamerei piuttosto costo di investimento. È chiaro che un’attività professionale, che deve avere come obiettivo la qualità del servizio, non può che dotarsi di una macchina professionale. Perché è eloquente che il macchinario professionale fa girare nel cestello, in una determinata un’unità di tempo, una quantità d’aria superiore di 4 o 5 volte rispetto a quella del macchinario domestico. La canalizzazione e la diffusione dell’aria sono il valore aggiunto e sono studiate appositamente, nulla è lasciato al caso”.

Per concludere, come Renzacci quali asciugatrici consigliate ai vostri clienti?

“Noi abbiamo investito in una tecnologia per le asciugatrici a circuito chiuso a pompa di calore con recupero totale del flusso d’aria che permette con basse potenze installate di fare un asciugamento molto rapido ed estremamente professionale con bassi consumi che si avvicinano molto a quelli di una asciugatrice domestica, senza ricorrere al gas e a costose cappe di evacuazione e/o aspirazione dell’aria. Come Renzacci sono più di trent’anni che facciamo questi essiccatoi con migliaia di unità prodotte”.

ALLIANCE LAUNDRY SYSTEMS

“Nella differenza tra essiccatoio ad uso domestico e quello ad uso professionale l’occhio del non professionista o dell’operatore meno attento cade immediatamente sul prezzo, naturalmente questa differenza del prezzo maggiore di quello professionale si spiega con la notevole differenza di performance tra le due macchine, ci racconta Vittorio Maglione Country Manager Italia di ALLIANCE LAUNDRY SYSTEMS, l’essiccatoio di casa ha tempi lunghissimi di asciugatura in quanto contempla i così detti tempi morti, che in quello industriale non ci sono. Quello professionale consuma di più ma il rapporto costo/efficacia sono a favore di quest’ultimo. L’azione meccanica nell’essiccatoio domestico è usurante per trama e ordito; il tessuto viene sottoposto per due ore ad un’azione che ha effetti sfibranti, naturalmente dipende anche dal tipo di capo e di tessuto. Normalmente l’asciugatura industriale avviene in mezz’ora, una differenza abissale con quelli di casa. Come Alliance stiamo introducendo anche nel professionale la pompa di calore che ha ottimi risultati in termini di abbattimento dei consumi anche se i tempi di asciugatura sono più lunghi rispetto alla macchina tradizionale e quindi si verifica un allungamento dei tempi di asciugatura a discapito della produttività. Attualmente come Alliance abbiamo la versione elettrico, gas, vapore e pompa di calore; quest’ultimo rappresenta ancora una nicchia di mercato in quanto viene venduto a coloro che non hanno la possibilità di avere l’espulsione dell’aria all’esterno, quindi necessariamente acquistano l’essiccatoio a circuito chiuso.”

Mettiamo l’attenzione sulle necessità di coloro che operano in tintolavanderia, quali sono le loro richieste?

“Una macchina compatta in termini di spazio in quanto hanno spesso problemi di questo tipo. Soprattutto nelle grandi città la gestione dello spazio determina una variabile dei costi importante per le lavanderie. Naturalmente la richiesta ricade anche sulla resa, cioè si cerca un modello ad alta produttività con cicli molto brevi e performanti”.

Nell’ambito della vostra offerta commerciale quali sono i prodotti che lei si sente di consigliare?

“L’essiccatore a gas è quello che ha più resa in assoluto, che però deve avere uno scarico secondo normativa al tetto dello stabile quindi in molti casi non fattibile, inoltre in presenza di lavasecco nel locale, non è installabile in quanto il bruciatore a gas dell’essiccatore brucia l’aria aspirata dal locale stesso e in presenza di vapori di solvente si crea con l’aria il gas nervino che naturalmente è letale”.

Che percentuale di vendita c’è tra i modelli a gas e quelli elettrici?

“Diciamo un 60% a gas e 40% elettrico. Dipende anche molto dalle aree geografiche oltre che dai contesti lavorativi. Ci sono, ad esempio, le aree alpine dove l’elettrico è ben visto in quanto in molti casi l’energia è autoprodotta e, quindi, questa “formula” viene acquistata in modo più diffuso”.

Negli ultimi modelli proposti avete introdotto delle novità?

“Non ci sono grandi sconvolgimenti, al momento abbiamo effettuato delle migliorie al cesto e soprattutto abbiamo ottimizzato il flusso dell’aria di asciugatura”.

BRENTARENO

“Avete colto nel segno con questo approfondimento”, ci dice Riccardo Botti, Project Manager di BRENTARENO. “In alcune realtà come in alcune società sportive utilizzano essiccatoi a dimensione domestica. Nell’ultimo periodo, però, si è assunta una maggiore consapevolezza che anche spendere poco acquistando prodotti non professionali e non affidabili non è la soluzione ideale”.

Quali sono le richieste principali che provengono dalle lavanderie ma anche direttamente dalle strutture alberghiere? “

La richiesta principale è quella che l’essiccatoio abbia performance importanti combinate alla semplicità d’uso. Nelle lavanderie ad esempio, dove la forza lavoro è risorsa scarsa è necessario che un operatore sia occupato nel modo più efficiente possibile”.

Cosa intende concretamente?

“Che l’essiccatoio possa fare un ciclo completo con il maggior numero di capi nel minor tempo possibile. La richiesta è per una macchina che abbia un buon rapporto qualità prezzo e che consumi il meno possibile”.

Gli acquirenti quali essiccatoi prediligono in termini di fonte energetica, gas o elettrico?

“Nelle lavanderie con macchine a secco non è possibile utilizzare essiccatoi a gas, quindi la scelta ricade su quelli elettrici. La macchina elettrica ha un consumo importante. Noi proponiamo l’essiccatoio a pompa di calore che riduce fino ad 1/3 i consumi. E comunque in generale, vengono proposti molto di più quelli elettrici, perché non hanno bisogno di una canna fumaria e non hanno necessità di impianti a gas. I nostri essiccatoi impiegano tecnologie a basso consumo, con sistemi di recupero di calore e acqua riutilizzabili per i cicli di lavaggio, contribuendo alla riduzione dei costi operativi e di impatto ambientale. In particolare la versione a camera chiusa per effetto del raffreddamento durante il funzionamento produce acqua calda a 63° che può essere recuperata ed utilizzata per tutti gli altri cicli di lavaggio”.

Vuole sottolineare alcune caratteristiche e potenzialità del vostro essiccatoio?

“Il Corretto dimensionamento del volume del cesto è uno dei punti fondamentali per garantire la massima efficienza nel ciclo di asciugatura. Nel settore domestico i rapporti tra volume de capi da trattare e volume del cesto sono molto molto diversi da quelli industriali. Se nel mondo industriale la regola per il calcolo della capacità dei macchinari il volume del cesto deve avere un rapporto di 1:18 – 1:20 (ogni kg di biancheria deve avere 18-20 lt di aria libera), nell’ambito domestico il rapporto si riduce drasticamente a 1:10 – 1:12”.

E poi…

“Anche la questione dei flussi d’aria diventa molto importante quando si parla di asciugatura. Il principio base per asciugare un qualsiasi indumento è quello di far passare aria attraverso le fibre per catturare le particelle di umidità, consentendo così l’asciugatura. I nostri asciugatori industriali hanno un flusso d’aria ottimizzato che attraversa il capo sia in senso assiale che radiale, così da massimizzare l’estrazione dell’aria umida. Alcuni modelli dispongono inoltre di sensore di umidità residua, per garantire il funzionamento solo fino a quando è necessario, senza sprecare energia”.

FIBIR ITALIA

Per FIBIR ITALIA, Daniele Cerato, Responsabile Tecnico - Commerciale, formula una considerazione parallela tra i due modi di intendere l’asciugatura. “Due mondi, una funzione: asciugare. Ma con obiettivi molto diversi. Nel quotidiano, in ambito domestico l’asciugatura dei tessuti è spesso percepita come un gesto semplice, quasi scontato. Ma in quello professionale, questo processo assume tutt’altra rilevanza: diventa una questione di efficienza, continuità e qualità del servizio. Le asciugatrici domestiche rispondono a esigenze sporadiche, con carichi contenuti e ritmi flessibili. Al contrario, gli essiccatoi professionali operano in contesti dove il tempo è risorsa e l’affidabilità è imprescindibile: lavanderie industriali, strutture sanitarie, hotel, self-service. La differenza non è solo nella capacità o nella robustezza. È nel pensiero progettuale. Un essiccatoio come quelli della Serie FCN di Fibir Italia integra soluzioni che anticipano il bisogno: inverter con soft start, flusso d’aria ottimizzato, ed ergonomia studiata per facilitare ogni gesto”.

In particolare qual è il valore aggiunto degli essiccatoi della vostra serie?

“Sono adattabili ad ogni situazione, possiamo modellare la macchina in relazione ai bisogni del cliente. L’affidabilità è il nostro punto di forza, come ad esempio per la manutenzione che è sempre attiva ed efficace, proprio perché le macchine non si caratterizzano per la complessità, essendo molto semplici nonostante abbiano una dimensione professionale. Non si tratta solo di asciugare, ma di farlo bene, sempre, con il minimo impatto energetico e il massimo rispetto per i tessuti.”

I vostri essiccatoi riducono l’impatto del consumo energetico, in quale modo avviene?

“I controlli con il touch screen riducono i tempi di asciugatura, grazie anche ai sensori di umidità, la macchina come le sue prestazioni sono sempre controllabili. In un settore dove ogni ciclo conta, scegliere un’essiccazione professionale significa investire in un processo che sostiene il lavoro, protegge le risorse e valorizza il servizio. È una scelta tecnica, certo, ma anche culturale: quella di non accontentarsi”.

 

ESPERIENZE IN PRIMA LINEA

L’OPINIONE DI “NUOVA SERVIZI 3 PIÙ - REGGIO EMILIA”

ESSICCATOI PROFESSIONALI

Chiediamo a Marco Grasselli, imprenditore di lavanderia artigianale con al suo attivo 13 punti di raccolta nella provincia di Reggio Emilia e un grande laboratorio nel quale avviene tutta la cura del tessile, quali sono le esigenze dell’operatore a proposito di un essiccatore professionale.

“Noi imprenditori di lavanderia a volte ci troviamo in seria difficoltà a scegliere una determinata macchina. Bisogna ragionare per piccole, medie e grandi lavanderie. Necessario avere visioni di acquisto differenti.

Dobbiamo porci qualche domanda, di quale tipo di macchinario abbiamo bisogno? Gli essiccatori possono essere elettrici, a gas e a vapore. La scelta varia in relazione alle esigenze e alle caratteristiche della lavanderia.”

Per un essiccatore elettrico tra i 10 e i 22 kg cosa sceglierebbe?

La minor potenza installata con il miglior giro d’aria possibile. Il valore aggiunto è proprio quest’ultimo. Oltre alla performance necessaria una corretta manutenzione perché sono macchine che necessitano di un piccolo intervento quotidiano (tutti gli essiccatoi sono dotati di filtri, cassette e aspirazione che devono essere pulite quotidianamente): più l’aria passa più avviene lo scambio di temperatura, migliore la resa della macchina e, quindi, più c’è ventilazione meno sono elevati i consumi e più i cicli sono ridotti. Ci deve essere anche una manutenzione straordinaria di medio/lungo periodo come, la pulizia delle batterie, il controllo delle cinghie e degli ingrassatori sugli alberi di rotazione (nelle macchine grandi).”

Secondo lei cosa ci riserverà il futuro in questo ambito?

“Lo sviluppo tecnologico non si può e non si deve frenare. Avere per gli essiccatori scarichi all’esterno è spesso un problema, quindi, soprattutto per le piccole lavanderie le soluzioni a circuito chiuso rappresenteranno la soluzione più idonea; c’è ancora qualche problema di performance rispetto alle versioni a gas ma si stanno facendo passi in avanti. Scarichi, controlli, misurazioni, adempimenti di enti e comuni di pratiche e problemi burocratici ne abbiamo già troppi, quindi, evitare di avere il problema degli scarichi all’esterno sarebbe positivo. Bisogna trovare un giusto bilanciamento tra esigenze e potenzialità dei macchinari.”

Come decide di acquistare i suoi macchinari?

“Partiamo dal presupposto che negli anni mi sono fatto una certa esperienza. Quando devo acquistare una macchina consulto e vado a sceglierle direttamente dai produttori. Sarebbe bello che anche nel nostro mercato ci fossero dei test pubblici, delle comparazioni tra differenti macchine, naturalmente capisco che è piuttosto complicato da realizzare. Nel nostro settore conta quasi di più la conoscenza del distributore rispetto alla conoscenza diretta della macchina. Il mio modus operandi? Vado a prendere la macchina la porto in lavanderia me la collaudano, la provo e se sono soddisfatto la acquisto, in caso diverso la riporto al produttore,” conclude Grasselli.

DETERGO MAGAZINE # NOVEMBRE 2025

Condividi

Leggi anche