/ Magazine / Altri articoli / Lo specchio dei tempi luccica dentro la lavanderia Il Delfino
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STEFANO FERRIO
La vita è più che mai un romanzo nel negozio artigianale, avviato 21 anni fa a San Benedetto del Tronto da due intraprendenti cognate. Che spiegano come cambiano generazioni e tendenze di mercato, mentre resta immutato il rapporto di fiducia con cui si fidelizzano clienti di ogni tipo. Compresi quelli più scontrosi, esigenti ed enigmatici: tutti conquistati dalla qualità del servizio
Clienti prima senza nome e poi fedelissimi, pregiate e un po’ scontrose artiste dell’uncinetto, signore tormentate dall’incubo del cachemire che in lavatrice si rovina. Tutte storie che fanno di una lavanderia lo specchio dei tempi. Di un presente in cui tanti, magari giovani, si presentano per la prima volta al bancone chiedendo tutto e subito, senza avere alcuna cognizione di quali problemi bisogna risolvere. Lavanderia quindi come osservatorio delle manie, dei pregiudizi, ma anche delle invisibili e insospetta- bili tensioni positive che caratterizzano la società italiana dell’inizio di questo secolo.
Se qualcuno avesse dubbi su questo attuale potere di un negozio di manutenzione del tessile, glieli fugano senza esitazioni Catia Piergallini e Valeria Pettinari. Queste due artigiane del pulito ecologico hanno capitalizzato la loro relazione familiare di cognate avviando, ventuno anni fa, la lavanderia Il Delfino, ubicata al numero 4 di via del Tiziano in quella splendida città marchigiana che è San Benedetto del Tronto, affacciata sull’adriatica Riviera delle Palme. Oggi, dopo una tale gavetta, divisa tra bancone e laboratorio, hanno le carte in regola per rendere credibile un punto di vista così singolare sull’umanità.
Anzi, conversando con Catia e Valeria, si apprende che la loro lavanderia funziona talmente bene come specchio dei tempi da fare talvolta affiorare in superficie magagne così grandi da spingere al ravvedimento chi, fino al giorno prima, tendeva a scaricarle sugli altri. “Ce lo diciamo spesso che dovremmo scriverci un libro – rivela Catia – e vuoi mai che un giorno non ci decidiamo a farlo? Di sicuro non ci manca il materiale, che è proprio tanto, e spesso spettacolare”. “Beh, guarda che quanto ci è capitato di recente con i maglioncini di cachemire, vale un capitolo da solo” la incalza la cognata Valeria, che è poi la moglie di suo fratello, solleticando la nostra voglia di saperne di più.
Catia ci accontenta e si mette a raccontare: “Succede che un giorno una nostra affezionata cliente si trova dentro il negozio di abbigliamento di un grande centro commerciale, e lì sente una signora confidare al titolare che i suoi cachemire sono proprio belli, però non se la sente di acquistarli… No, perché con i lavaggi di altri capi in lana pregiata ha avuto tante amare sorprese, e non se la sente di provarci ancora”.
“A quel punto – continua la contitolare del Delfino – la nostra cliente si avvicina e dice a quella signora, mai vista prima in vita sua, che conosce una lavanderia dove può portare qualsiasi capo di lusso a colpo sicuro”. “Già, così questa, senza fare una piega, pur abitando lontano da qui, si fa venti chilometri in macchina per portarci i suoi maglioncini – conclude Valeria – e da allora non ha più smesso e noi, grazie al passaparola, abbiamo trovato una cliente in più”.
Che questo sia il presente da rinomato negozio della lavanderia Il Delfino non stupisce chi sa come si è arrivati a un tale risultato. “In effetti iniziammo con un grande azzardo – rivela Catia Piergallini. – Io venivo da studi universitari di economia, mentre Valeria aveva optato per i beni culturali, ed eravamo entrambe impiegate nel settore della grande distribuzione. Per noi era un lavoro troppo arido e limitato, cosicché, con l’energia e l’incoscienza che si possono avere a 27 anni, quando una zia di Valeria ha deciso di cedere la sua lavanderia, noi ci siamo buttate all’avventura”.
Eppure non è un salto nel vuoto, perché sin dall’inizio le due cognate imprenditrici dimostrano di avere idee chiare che si traducono in adozione del lavaggio ad acqua accanto a quello a secco, scelta ecologica nell’uso dei detergenti, processi di automazione d’eccellenza nello stiro, prezzi coerenti con la qualità, alta, del servizio. In questo modo riescono a gestire da sole
tutta la lavorazione, senza bisogno di manodopera. Ed è anche la via maestra lungo la quale fanno la conoscenza di tutta l’umanità che ora potrebbe comporre questo libro immaginario. “Dentro ci stanno anche i vacanzieri, che d’estate, in una cittadina come San Benedetto, sono davvero tanti – racconta Catia. – Uno di questi è il Signor Nessuno, come noi chiamavamo un cliente che all’inizio non voleva nemmeno lasciarci giù il suo nome, per cui compariva all’improvviso in negozio, discreto e silenzioso, a portare o a ritirare i capi. Poi, con il passare del tempo, ha iniziato a sciogliersi, a dirci come si chiama, a spiegarci che viene da Roma assieme alla moglie, e a diventare una presenza amichevole con cui conversare amabilmente di un sacco di cose”.
“Ma qui al Delfino è un po’ la norma – continua Valeria – e vale per chiunque capisca la qualità del servizio che siamo in grado di offrire. Compresa la signora che ieri è passata a pretendere la pulizia immediata delle macchie del suo abitino di seta rimasto chissà quanti anni dentro l’armadio, cosa che noi, per correttezza professionale, non potevamo garantirle, vista la delicatezza e l’usura del capo. Poi magari tornerà e ci lascerà provare a farlo. Perché solo in un negozio come il nostro trova le competenze con cui provare a risolvere il suo problema”.
“Sì, qui il ravvedimento del cliente è un po’ la norma – commenta Catia. – Come è successo con la sartina che ci porta stupendi capi lavorati all’uncinetto per la sua clientela. Un giorno anche lei sbotta perché vuole essere servita subito, ma lo fa esagerando, con delle offese per cui siamo costrette ad allontanarla dal negozio”.
“Passa qualche mese – rivela poi Valeria – e, verso Natale, la signora non solo ritorna, ma ci porta pure in regalo un presepe cucito tutto a uncinetto, in segno di riconciliazione. Da allora siamo diventate ancora più amiche”. Il Delfino, animale mite e saggio, è qualcosa di più di un semplice nome, in questa lavanderia. Tanto che, forse, starà nel futuro titolo di un libro. •
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