/ Magazine / Altri articoli / Pulitura a secco, i rischi del lavaggio e della smacchiatura
Generalmente il lavaggio a secco viene effettuato per alcuni capi che non possono essere lavati ad acqua per motivi tecnici legati ai materiali usati o che si sono sporcati con sostanze non eliminabili con l'acqua. Tale operazione non può essere effettuata a domicilio, bensì presso le tintolavanderie con un lavaggio professionale. A parte le indicazioni contenute nell'etichetta (tipo di solvente e modalità), è opportuno rammentare che il lavaggio a secco non interessa solo i tessuti componenti il capo ma anche tutti gli accessori o le applicazioni che in molti casi non possono essere lavati a secco: un maglione in lana con applicazioni in pelle non può essere lavato a secco anche se la fibra di lana sopporta benissimo il lavaggio a secco. È necessario fare particolare attenzione alle parti non tessili tipo guarnizioni in pelle, cinture di cuoio, fibbie, bottoni, perle, strass in plastica che devono essere rimossi prima della pulitura a secco, altrimenti possono essere seriamente danneggiati dai solventi utilizzati e dal calore di asciugamento.

scarica colore dell’etichetta in pelle

degrado della ferma coulisse in plastica e scarica colore

scarica colore bottone

perle in plastica fuse per effetto del solvente (percloro o idrocarburi) e della temperatura
Per capi delicati è opportuno rammentare che la temperatura di asciugamento deve essere mantenuta bassa per non rovinare i capi, anche se questo non è esplicitato dal simbolo di manutenzione relativo al lavaggio a secco. Una regola fondamentale nel lavaggio a secco per tutti i capi di maglieria in lana o misto lana con percentuali di lana maggiore del 40% - eccetto quelli riportanti sull'etichetta con la dicitura "irrestringibile o super wash o lavabile in lavatrice" - è quella di effettuare il lavaggio con riduzioni di agitazione meccanica e di temperatura di asciugamento e con l'obbligo di evitare assolutamente l’aggiunta di acqua verificando che la macchina non sia umida. Se le istruzioni relative al trattamento di manutenzione dell’indumento prescrivono una pulitura a secco è bene seguirle. Sebbene la pulitura a secco sia più costosa di un lavaggio ad acqua, vale la pena di spendere di più per avere un indumento pulito correttamente a secco, piuttosto che correre il rischio di rovinarlo con un lavaggio ad umido I solventi usati nel lavaggio a secco possono appartenere a diverse categorie ed hanno azione solvente diversa:
• percloroetilene con azione solvente più blanda
• idrocarburi
• alcoli
I solventi sono capaci di asportare solo lo sporco di origine grassa e oleosa ma, poiché un capo contiene evidentemente altri generi di sporco, nel lavaggio a secco si usa unire al solvente la “carica” che consiste in una dose di acqua con detergenti che si emulsionano nel solvente stesso. La carica permette di asportare tutta quella parte di sporco che non è solubile in solvente ma solo in acqua. Il lavaggio a secco è seguito dall’asciugamento con il recupero del solvente; in molti casi è bene che la temperatura di asciugamento dell’aria non superi i 60°C causa l’insorgere di difetti sul tessuto quali variazioni di mano, scoloriture, ecc.
1. Lavaggio
Gli indumenti vengono immessi in un cilindro rotante “tamburo”, fittamente forato che dopo l’introduzione del solvente ruota in senso alternato per 25/30 minuti (tempo sufficiente per ottenere una buona detersione degli indumenti). Durante la fase di lavaggio il solvente che attraversa gli indumenti si carica di sporco e viene fatto passare in appositi filtri che lo depurano.
2. Scarico del solvente e centrifugazione
Terminato il lavaggio, il solvente viene scaricato nel serbatoio di recupero e gli indumenti sono sottoposti a centrifugazione per estrarre la maggior quantità di solvente.
3. Asciugatura
A questo punto viene fatta circolare aria calda che, asciugandoli, libera gli indumenti dal solvente di cui sono ancora impregnati. L’aria calda immessa da un ventilatore contiene vapori del solvente e passa quindi attraverso un condensatore dove i vapori tornano allo stato liquido e vengono inviati al recupero.
4. Distillazione
Poiché il filtro trattiene solo le particelle in sospensione e non il grasso disciolto nel solvente è necessario “rigenerare” il solvente. L’operazione consiste nell’inviare il solvente ad un distillatore dove viene portato a temperatura di ebollizione; il vapore di solvente passa attraverso un condensatore ad acqua e ritorna allo stato liquido diventando puro come all’origine. Nel condensatore il solvente viene separato dall’acqua eventualmente presente.
Esempio
È severamente vietato di utilizzare un solvente diverso da quello indicato in etichetta. Un esempio esplicativo: un pantalone con superficie dorata riportante i seguenti simboli di manutenzione.

Il capo è stato lavato a secco con percloro e l’effetto dorato è scomparso. Per ottenere l’effetto dorato sul tessuto è stata applicata una lamina dorata: il legame tra la lamina e il tessuto di fondo è di natura fisica e non chimica e pertanto è molto sensibile allo sfregamento
e soprattutto al lavaggio a secco. L’unico lavaggio a secco consentito è quello con idrocarburi con ciclo delicato.
Il lavaggio a secco con percloroetilene provoca un forte degrado di aspetto con forte riduzione dell’effetto dorato.
Sottoponendo lo stacco originale a lavaggio a secco con idrocarburi e lavaggio a secco con percloro si verifica:
• nessun degrado dopo lavaggio con idrocarburi
• forte degrado dopo lavaggio secco con percloro.

Una prova di sfregamento con percloro provoca la totale scomparsa dell’effetto dorato. Una prova di sfregamento con idrocarburi provoca, invece, una modesta riduzione dell’effetto dorato.

Ciò premesso il capo è stato lavato a secco con percloro etilene e non con idrocarburi come indicato in etichetta. Il lavaggio secondo etichetta non avrebbe provocato il difetto lamentato.

Ci sono dei tessuti che possono essere lavati solo a secco con idrocarburi e non lavabili né ad acqua né con percloro.


Il lavaggio ad acqua provoca la perdita della brillantezza, il lavaggio con percloro provoca la scomparsa della lamina. Il lavaggio a secco con idrocarburi non provoca alcun degrado della lamina. Anche nella smacchiatura con solvente bisogna stare molto attenti.


l’applicazione nera in plastica si è degradata e sciolta

distacco della pellicola esterna con formazione di macchie scure

distacco della lamina per effetto del solvente e della temperatura di asciugamento

fuoriuscita dell’elastomero nel lavaggio a secco


formazione di grinzature esterne per distacco della maglina interna causata dall’azione combinata del solvente e della temperatura di asciugamento

formazione di grinzature esterne per distacco del termoadesivo interno causato dall’azione combinata del solvente e della temperatura di asciugamento

distacco del termoadesivo di copertura della cerniera per effetto del solvente

bordure costituite da una lamina incollata ad un substrato tessile.
Il solvente provoca il distacco della lamina di copertura
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