/ Magazine / Altri articoli / La lavanderia diventa un esempio di innovazione sociale
di
ALESSANDRO MARTEMUCCI
Lean Marketing Manager
Fino a pochi anni fa, la lavanderia tradizionale non era solo un luogo in cui si portavano i panni a lavare, ma anche uno spazio di socializzazione, simile a un confessionale o a un salone da barbiere, dove le persone si scambiavano storie e opinioni. Con l'evoluzione dei consumi, il modello delle lavanderie si è trasformato, portando alla nascita delle lavanderie a gettoni e delle lavanderie self-service H24. Questi nuovi spazi sembravano inizialmente ambienti freddi e impersonali, limitati alla funzione di lavaggio e asciugatura dei capi. Ma chi ha detto che una lavanderia a gettoni debba essere solo un luogo di servizio?
Negli ultimi anni, le lavanderie self-service hanno subito una nuova evoluzione, diventando non solo un punto di riferimento per fare il bucato, ma anche veri e propri aggregatori sociali. Aperte sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro, e presenti in quasi ogni quartiere, rappresentano uno dei luoghi in cui, soprattutto nelle grandi città, sconosciuti si incontrano più frequentemente. L'attesa, elemento chiave di questa esperienza, può trasformarsi in un'opportunità di socializzazione e persino in un modello di business innovativo.
Grazie alla loro accessibilità - sono spesso situate a piano terra e facilmente fruibili anche da persone con disabilità - le lavanderie possono diventare spazi multifunzionali, offrendo eventi, intrattenimento e occasioni di condivisione.
"LaundroMatch" un esempio di innovazione sociale tra lavanderia, sport ed entertainment.
Un esempio concreto di questa trasformazione arriva dalla Corea del Sud, dove Heineken ha lanciato il progetto "LaundroMatch" in collaborazione con uno dei maggiori franchising di lavanderie a gettoni del paese, WashEnjoy. L'idea nata dalla consapevolezza che l’Asia è la patria di alcuni dei tifosi di calcio più accaniti del mondo, così devoti che si svegliano alle 3 o alle 4 del mattino per guardare le partite della UEFA Champions League in diretta e dalla necessità di trovare un luogo alternativo alla casa, ai bar e ai pub per riunirsi e guardare le partite, dato che in Corea le partite vanno in onda nelle ore notturne, quando i locali tradizionali sono chiusi e anche perché la casa potrebbe non essere il posto migliore per tifare per una squadra con gli amici alle 4 del mattino.
Trasformare le lavanderie self-service in salotti metropolitani, dove gli appassionati di calcio possono riunirsi per seguire le partite. Ogni lavatrice è dotata di un QR code che permette di accedere allo streaming live dei match in modo legale, evitando i siti pirata. Naturalmente, l'esperienza è resa ancora più coinvolgente con la possibilità di gustare una birra in compagnia di amici e sconosciuti.
L'iniziativa ha avuto un grande successo, permettendo ai tifosi di incontrarsi e condividere la loro passione per il calcio in un ambiente inaspettato. La campagna "LaundroMatch" è stata lanciata lo scorso aprile alle ore 3 con due eventi notturni e ha visto un'ondata di tifosi riversarsi al WashEnjoy di Seoul per guardare le partite, bastava scansionare i QR code presenti nelle lavanderie e vedere lo streaming live del match gratuito oltre ad ottenere un abbonamento free di 30 giorni a SPOTV, unica emittente della UEFA Champions League nel paese. L'unica richiesta ai fan è di essere puntuali, poiché l'accesso è limitato nel tempo e disponibile solo durante le partite. Il progetto non è solo una trovata di marketing, ma un esperimento di innovazione sociale che dimostra come uno spazio apparentemente anonimo possa essere reinventato per favorire l'interazione tra le persone. Heineken, con "LaundroMatch", ha saputo cogliere l'essenza della passione sportiva, offrendo un nuovo punto di incontro per i veri tifosi hardcore e rafforzando il proprio legame con il mondo del calcio.
Ma l’innovazione sociale delle lavanderie sta prendendo piede in tutto il mondo. Un esempio è la lavanderia Washbar in Belgio, che ha unito il concetto di bar e lavanderia, creando un ambiente giovane e dinamico che attrae studenti e professionisti. La lavanderia si trasforma in un’area ristoro con caffetteria e pasticceria artigianale, dove si organizzano anche eventi culturali come reading o musica dal vivo, serate a tema (es. speed dating, serate gioco da tavolo).
Un altro esempio è la catena Speed Queen Laundry, che ha implementato aree di smart working nelle proprie lavanderie, permettendo ai clienti di lavorare mentre aspettano il bucato. Un modello di lavanderia digitale con app per il pagamento e monitoraggio dello stato del lavaggio, wi-fi gratuito, prese di corrente e sedute per smart working. Inoltre vi è la vendita di detersivi eco-friendly e accessori per il bucato oltre a servizi aggiuntivi come stiratura e sanificazione a vapore. Dopo il Covid l’aumento del lavoro remoto, ha consentito ad alcune lavanderie di diventare anche un punto di coworking. Il modello di business permette di mettere a valore gli spazi con tavoli e sedute confortevoli, prese di corrente e connessione Internet veloce, stampa e piccoli servizi di segreteria.
A Londra troviamo Bubbles & Beans un lavanderia con caffetteria e libreria, che ha trasformato il concetto di “attesa” in tempo di qualità. Oltre a lavare i vestiti, i clienti possono gustare caffè artigianale e dolci locali, leggere libri e riviste o acquistare prodotti di seconda mano o partecipare a eventi culturali e serate social. Un nuovo punto di ritrovo per la comunità londinese. In Italia, USA e Giappone stanno nascendo sempre più lavanderie PET con aree dedicate esclusivamente agli articoli per animali domestici. Alcuni servizi innovativi includono la possibilità di lavare cucce e coperte di animali, con detersivi ipoallergenici e deodoranti naturali. Alcuni hanno incluso anche docce self-service per cani per un servizio completo.
Infine alcune lavanderie in Francia e Germania hanno introdotto distributori automatici che vendono cravatte, calzini e biancheria intima, detersivi ecologici e salviette smacchianti oltre a carte prepagate per il lavaggio, con maggiori entrate extra e un’esperienza più pratica per i clienti!
Sono modelli replicabili?
Il successo di questi nuovi format apre la strada a nuove possibilità per le lavanderie self service in tutto mondo. Perché non trasformarle in spazi polifunzionali, adattandoli alle esigenze locali? Oltre allo sport, potrebbero ospitare eventi culturali, book club, coworking temporanei o serate di gioco. L'importante è sfruttare al meglio il tempo d'attesa, convertendolo in un'opportunità di connessione umana. Un'idea potrebbe essere la conversione del classico gettone nella creazione di abbonamenti mensili che includano servizi aggiuntivi, trasformando il concetto di lavanderia in un'esperienza di community. Del resto, viviamo nell'epoca della "subscription economy", dove si può sottoscrivere un abbonamento per quasi tutto. •
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