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ASSOSISTEMA – CONFINDUSTRIA al via la presidenza Squassina

Marco Squassina è il nuovo Presidente di Assosistema - Confin- dustria. Succede a Egidio Paoletti il quale si è trovato a gestire un quadriennio pieno di insidie, dalla crisi sanitaria all’impazzimen- to dei costi energetici che hanno messo a dura prova la tenuta di molte realtà industriali. Marco Squassina vanta più di venti- cinque anni di esperienza nelle lavanderie industriali con diffe- renti ruoli, occupandosi di qualità, della gestione di appalti fino al commerciale. Esperienze che gli hanno permesso di maturare una professionalità poliedrica e versatile. Negli ultimi anni ha "militato" in "Servizi ltalia" nella quale ha affrontato anche que- stioni legali e inerenti alla privacy. In Assosistema è approdato prima del nuovo secolo ricoprendo la carica di Presidente della “Sezione Dispositivi Medici” e, dal 2021 quella di Presidente della sezione “Servizi Sanitari Integrati”. Assosistema rappresenta la- vanderie industriali appartenenti a mercati differenti e trasver- sali, sanità e servizi ospedalieri, turismo, ristorazione e alberghi, workwear e DPI. Segmenti di mercato con logiche, bisogni e ne- cessità molto diverse. Realtà composite e variegate. Incontria- mo il nuovo Presidente all'inizio del suo mandato e affrontiamo tutte le questioni più importanti e dirimenti che dovrà affronta- re già dalle prossime settimane.

1.INTERVISTA_DETERGO_FEBBRAIO_2025

Presidente Squassina lei nel suo intervento di investitura ha parlato della necessità di avere una “visione”. Cosa intende nello specifico?

"Avere una visione significa approfondire le conoscenze sui pos- sibili scenari futuri al fine di anticipare i temi e le tendenze con azioni appropriate. Gli scenari da esplorare devono poi essere supportati da elementi oggettivi necessari a guidare le scelte nel tempo. Maggiori saranno le conoscenze acquisite, migliore sarà la strategia per ottimizzare le scelte. La visione deve ricomprendere tutti gli attori della filiera di valore del settore".

La sua esperienza professionale, come abbiamo detto, è maturata nell’ambito dei servizi sanitari. Quali sono le priorità in questo ambito e quali sono le modalità e gli strumenti per affrontarle?

“Le tematiche di maggior peso, e quindi prioritarie, del settore della sanità pubblica riguardano sia aspetti economici, sia legislativi. Dal lato economico è necessario che le Centrali di Committenza/Amministrazioni Aggiudicatrici, indichino nei bandi i consumi dei dispositivi oggetto del servizio di lavanolo svolto dalle aziende del settore. Oggi i corrispettivi posti a base di gara sono dei canoni scollegati dal servizio reso, ad esempio: il driver giornate di degenza, nelle varie declinazioni, è rappresentativo dell’attività svolta dalla struttura sanitaria.

È necessario che a fronte del corrispettivo per il servizio reso sia identificato un paniere di consumi espresso in quantità di dispositivi.

Per quanto riguarda l’aspetto legislativo, emergono diversi problemi, dovuti principalmente al fatto che il codice appalti (D.Lgs. 36/2023) è, e rimane, anche dopo la revisione dello stesso, un testo di legge finalizzato a regolamentare le opere pubbliche, quindi non aderente al settore dei servizi.

A tal proposito, a titolo di esempio, vedasi il venir meno dell’obbligo di effettuare le procedure con gare prezzo/qualità con li- miti minimi di assegnazione dei punteggi; il novellato art. 60, che penalizza, rispetto alle opere, il mondo dei servizi che, di fatto, non vedrà mai aggiornati i contratti in funzione della variazione degli indici di rivalutazione”.

Invece, nell’ambito di turismo, ristorazione e settore alberghiero quali sono le necessità e i problemi a cui mettere mano?

“Il settore del turismo, per quanto riguarda il comparto risto- razione-alberghiero, dopo il pesante conto presentato dalla pandemia, sta recuperando volumi grazie anche all’aumentato interesse dei flussi turistici verso il nostro Paese.

Nonostante la qualità dei servizi resi, uno dei principali temi che deve quotidianamente affrontare è il crescente uso di tovagliato (tovaglie e tovaglioli) usa e getta, nel mondo della ristorazione.

Considerato l’impatto negativo, in termini d’impronta ambienta- le, che hanno tutti i prodotti monouso, sarà determinante crea- re un’attenzione e una sensibilità alla committenza, preferendo prodotti riutilizzabili a basso impatto ambientale.

Per questo motivo, il settore si propone alla clientela con un approccio “green” (vedi ESG – Environmental Social and Governance cd Rating di Sostenibilità) in linea con le tendenze del settore. Da sempre, infatti, le nostre aziende sostengono la sostenibilità ambientale attraverso la promozione delle buone pratiche, approccio che sarà determinante nel futuro anche nei contratti privati, dove ad oggi non ci sono obblighi di legge. Si stanno, inoltre, pre- parando ad un cambio di prospettiva nell’utilizzo degli imballaggi, con l’introduzione obbligatoria di materiale riciclato, come previ- sto dal nuovo regolamento europeo approvato ad aprile 2024. Per questo motivo, le aziende associate stanno lavorando ad iniziative per il recupero del polietilene utilizzato per la distribuzione della biancheria ai propri clienti, in un’ottica di circolarità che, oltre alla biancheria, coinvolgerà anche l’imballo, necessario per garantirne la qualità microbiologica durante il trasporto. In quest’ottica, nella promozione delle buone pratiche ambientali, puntiamo alle sinergie con altre associazioni del settore turistico ricettivo, quali Confindustria Alberghi, Assofornitori, FlPE, Federalberghi"

E poi workwear e Dispositivi di protezione individuale, sappiamo che la normativa europea per il trattamento di questi dispositivi si fa sempre più incisiva e stringente, cosa ne pensa?

“Continueremo a spendere le nostre energie per portare all’attenzione il tema del noleggio e della manutenzione dei DPI e dell’abito da lavoro.

Dobbiamo combattere la prassi del lavaggio di una divisa da lavoro, e a maggior ragione di un DPI a livello domestico, stante le responsabilità che ne conseguono.

A tale proposito, è necessario porre l’attenzione sul fatto che tali dispositivi, se non ricondizionati/controllati come indicato dal “fabbricante”, ne perdono le qualità e la destinazione d’uso. È indispensabile favorire, a tal proposito, l’elaborazione di un quadro normativo che renda più cogente per aziende ed enti l’adozione del servizio di manutenzione degli indumenti professionali. Per il raggiungimento di questo obiettivo, è indispensabile coinvolgere e sensibilizzare le amministrazioni e le organizzazioni sindacali”.

 

Tra qualche mese inizieranno le trattative per il rinnovo del CCNL lavanderie industriali, quali sono le necessità di intervento e le vostre richieste per migliorare la produttività, le condizioni di lavoro e comunque rendere il CCNL sempre più aderente all'evoluzione del mercato? In particolare sussiste il problema da parte delle lavanderie di fare ricorso alla forza lavoro, come affrontare questa criticità?

“Sicuramente uno dei temi fondamentali, caratteristico di tutti i settori, è la carenza di offerta di lavoro, in termini sia quantitativi, sia qualitativi.

Oggi l'asimmetria tra domanda e offerta diventa fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’economia.

Anche il settore delle lavanderie industriali non è esente da questo trend, risentendone in modo negativo.

Di qui la necessità di rendere attrattivo il settore cercando d’interpretare le tendenze dell'offerta, oltre che attraverso pro- grammi specifici di formazione e d'inclusione della forza lavoro. Aspetti quali il rapporto lavoro/tempo libero, welfare aziendale, qualità dell’ambiente lavorativo, diventano temi centrali che il settore ha già affrontato e che si svilupperanno ulteriormente. Il tema dell’aumento della produttività è anch’esso un punto sempre presente, quale elemento di competitività, in tutti i settori industriali.

Sicuramente il continuo aggiornamento tecnologico sarà di sup- porto alla crescita dei rendimenti”.

Sempre nella sua relazione ha parlato della necessità che le lavanderie gestiscano nel modo più appropriato la transizione digitale e tecnologica, a questo proposito quale ruolo potrebbe avere l'intelligenza artiiciale nelle lavanderie industriali?

"L'intelligenza artificiale e la cyber security saranno i settori che avranno uno sviluppo esponenziale nel prossimo decennio.

Sicuramente, anche nel settore delle lavanderie industriali l’intelligenza artificiale e la transizione digitale giocheranno un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la crescita del comparto.

L'applicazione dell'intelligenza artificiale e lo sviluppo della transizione digitale rivestiranno grande importanza anche nel rap- porto con la committenza, in quanto permetterà di “tarare” il servizio sui flussi di attività del cliente evitando sprechi, tracciando gli item, aumentando la produttività ottenendo economie di scala sia produttive, sia logistiche”.

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