/ Magazine / Altri articoli / VAL WASH, dalla biancheria al business: la lavanderia industriale cambia passo
di
MARZIO NAVA
Informazione e consapevolezza sono oggi due elementi fondamentali per valorizzare il ruolo della lavanderia industriale. È questa una delle principali considerazioni emerse nel confronto con Claudio Delbono e Matteo Sangiani ai vertici della lavanderia Val Wash di Temù, lavanderia dell’Alta valle Camonica (Brescia), una realtà attiva nel settore del noleggio e del lavaggio di biancheria per il comparto alberghiero e della ristorazione.
“Secondo i nostri interlocutori il mondo delle lavanderie dovrebbe avere una presenza più significativa anche nelle principali fiere dedicate al turismo e all'ospitalità. Oggi, infatti, gli appuntamenti fieristici sono frequentati soprattutto dai produttori di macchinari e tessili, mentre è meno evidente la presenza delle lavanderie, che rappresentano invece un anello fondamentale della filiera dell'accoglienza. Il tema è anche quello della certificazione della qualità. Un marchio riconoscibile, associato a standard precisi, potrebbe contribuire a rendere immediatamente percepibile al cliente finale il valore del servizio. L'e- sempio è quello delle denominazioni utilizzate in altri comparti, dove un marchio è diventato nel tempo sinonimo di determinate caratteristiche qualitative”.
L'obiettivo sarebbe quindi trasformare la qualità del servizio di lavanderia in un elemento riconoscibile anche dal consumatore. Un processo che richiede, inevitabilmente, anche una strategia di marketing capace di dare visibilità a un lavoro che spesso rimane dietro le quinte. “Un episodio recente dimostra come questo valore possa arrivare direttamente all'utilizzatore finale. Un cliente che aveva soggiornato in un importante hotel della Franciacorta, dopo aver apprezzato particolarmente la biancheria utilizzata durante il soggiorno, ha rintracciato l'azienda attraverso l'etichetta presente sul prodotto e ha chiesto di poter acquistare la stessa biancheria per la propria abitazione. Un riconoscimento significativo, perché dimostra come la qualità possa essere percepita anche al di fuori del rapporto diretto tra lavanderia e struttura ricettiva”.

Il modello di business è concentrato principalmente sul noleggio, lavaggio e fornitura di biancheria, con il 98% dell'attività legato al servizio di noleggio. “La scelta di privilegiare la biancheria fornita direttamente dalla lavanderia consente di ridurre le problematiche legate alla gestione dei prodotti di proprietà del cliente, come danneggiamenti, smarrimenti o contestazioni”
“Il nostro principale mercato di riferimento è quello alberghiero e della ristorazione. L'attività nel comparto alberghiero rappresenta circa il 70-75% del volume complessivo, mentre la parte restante riguarda la ristorazione, compresa quella interna agli hotel. Uno degli elementi distintivi dell'offerta è la possibilità di personalizzare in maniera significativa la biancheria. Ogni cliente può scegliere tessuti, grammature, finiture e dettagli, arrivando a disporre di numerose varianti per lo stesso articolo. Nel caso delle federe, ad esempio, le tipologie disponibili sono circa 80, con differenti tessuti, bordature, colori e caratteristiche. Una modalità di lavoro che permette di "vestire" ogni struttura secondo le proprie esigenze, evitando il prodotto standardizzato. La personalizzazione diventa così anche uno strumento di competitività, consentendo di proporre un'offerta differenziata a prezzi coerenti con il mercato”.
“La rete commerciale si sviluppa su un territorio particolarmente esteso, che comprende aree turistiche strategiche del Nord Italia. Dalla sede principale vengono serviti il Lago di Como, il Lago d'Iseo, il Lago di Garda, la Val di Sole, la Val di Non e la Val Camonica. Altre strutture presidiano invece il territorio di Varese, il Lago Maggiore, Milano e la relativa provincia (sede di Varese), mentre la sede di Tirano copre la Valtellina, da Livigno fino al Lago di Como, arrivando anche in Svizzera.
Una rete così articolata rende la logistica una delle voci di costo più significative. Il trasporto incide per circa il 13-14 % sul bilancio della sede di Temù. L'attività è gestita internamente attraverso una società di trasporto del gruppo, con una flotta complessiva di circa 35 camion. Le distanze e la conformazione geografica dei territori serviti rappresentano una variabile importante. In alcune zone è possibile effettuare più viaggi nella stessa giornata, mentre sui percorsi verso i grandi laghi, caratterizzati da distanze e viabilità più complesse, l'organizzazione deve essere necessariamente più efficiente”.

Se il personale rappresenta una delle principali voci di costo, l'energia è quella che negli ultimi anni ha mostrato la maggiore volatilità. Per questo abbiamo reintrodotto nei contratti una variabile energetica, destinata a riflettere le oscillazioni del costo dell'energia. La voce può incidere indicativamente per il 15-20%, ma il dato varia in funzione dell'andamento dei prezzi. L'azienda ha quindi intrapreso da tempo un percorso di efficientamento. La sostituzione dei precedenti generatori istantanei con caldaie ha prodotto miglioramenti sia sul fronte dei consumi sia su quello della qualità del processo di stiratura. A questo si aggiungono sistemi di recupero energetico e investimenti nel fotovoltaico.
Attualmente, questa sede produce circa 130 kW di energia elettrica attraverso i pannelli solari, mentre le altre due (Varese e Tirano) dispongono di ulteriori impianti da circa 60 kW ciascuna. La ricerca di soluzioni più efficienti è continua, anche se l'elettrificazione della flotta di trasporto non appare, almeno per il momento, facilmente applicabile. Le lunghe percorrenze, i passi alpini e gli inverni rigidi rappresentano infatti fattori che rendono ancora complessa la sostituzione dei mezzi tradizionali con veicoli elettrici”.
“Sul fronte occupazionale, le maggiori difficoltà riguardano due profili specifici: autisti in possesso di patente C e manutentori. Le posizioni risultano attualmente coperte, ma il reperimento di personale qualificato rimane problematico. La forte automazione introdotta negli ultimi anni ha invece ridotto la necessità di competenze specialistiche per alcune mansioni operative. L'automazione delle linee permette infatti di semplificare numerose attività, favorendo anche l'inserimento di lavoratori con percorsi professionali differenti”.
Recentemente avete fatto investimenti importanti?
“Gli investimenti tecnologici hanno interessato soprattutto la movimentazione e l'introduzione della biancheria, con particolare attenzione ai grandi articoli, e le linee di stiratura. L'azienda collabora inoltre con fornitori specializzati per sviluppare ulteriormente l'automazione dei processi, compresa la possibilità di intervenire sulla fase di smistamento e cernita, fase nella quale sappiamo che anche l’AI potrebbe avere un ruolo significativo. Più prudente, invece, l'approccio alla tecnologia RFID applicata alla biancheria. La scelta è legata soprattutto al rapporto tra costi e benefici: secondo l'azienda, il costo dei tag rappresenta una voce significativa e, qualora si decidesse di adottare il sistema, sarebbe necessario applicarlo all'intero parco biancheria per ottenere una gestione realmente efficace. Per monitorare le perdite, viene utilizzato un sistema contrattuale che prevede una percentuale di copertura delle mancanze, integrata da periodici inventari effettuati insieme al cliente”.

Quali sono le richieste che provengono dal mercato?
“Dopo anni in cui la competizione si è concentrata soprattutto sul prezzo, il mercato sembra mostrare una crescente attenzione alla qualità della biancheria e del servizio anche a fronte della disponibilità a riconoscere il pagamento di listini più alti. Per una lavanderia industriale, qualità significa però anche affidabilità. La puntualità nelle consegne rappresenta un elemento centrale del rapporto con il cliente, soprattutto in territori caratterizzati da condizioni meteorologiche e viabilità complesse. Anche in situazioni eccezionali, l'obiettivo dichiarato è mantenere il servizio. In occasione di una recente frana che ha interessato la viabilità dei territori serviti, le consegne sono state garantite ricorrendo, quando necessario, a un'organizzazione straordinaria e a un incremento dei costi di trasporto”.
Come viene concepita la qualità in azienda?
“La qualità parte molto prima del lavaggio. L'azienda ha sviluppato una propria linea di spugne e biancheria e si avvale di una figura tecnica dedicata alla selezione dei tessuti. La scelta dei materiali viene effettuata considerando non soltanto l'estetica, ma anche la compatibilità con i processi di lavaggio e la durata del prodotto. La biancheria rappresenta infatti una delle principali voci di costo, nell'ordine del 18-20%, mentre il personale incide intorno al 30%. Il portafoglio clienti comprende realtà di dimensioni molto diverse: dagli ostelli alle piccole strutture ricettive fino ai grandi alberghi. La gestione "a partita", cioè la capacità di trattare la biancheria in funzione delle specifiche esigenze di ciascun cliente, consente di mantenere questo modello flessibile”.
“Nonostante il forte ricorso alla tecnologia, il fattore umano è uno dei principali punti di forza. I soci sono tutti operativi nelle aziende e la presenza diretta della proprietà rappresenta una caratteristica strutturale del gruppo. A questo si aggiunge un basso turnover del personale e un percorso di crescita interna che, negli anni, ha coinvolto diversi soci e collaboratori. Oggi si affaccia anche una nuova generazione familiare, con l'ingresso dei figli nell'attività. La recente scelta di procedere verso una fusione delle società nasce anche dalla volontà di consolidare la struttura e costruire una prospettiva di lungo periodo”.

L'attività rimane fortemente legata all'andamento del turismo. Complessivamente, le tre aziende trattano giornalmente circa 600 quintali di biancheria, con una stagionalità molto marcata nelle sedi legate alle destinazioni turistiche. L'estate rappresenta il principale picco, mentre la montagna beneficia anche della stagione invernale, che si sviluppa indicativamente da dicembre fino a Pasqua. Il turismo sui laghi, invece, mostra una tendenza all'allungamento della stagione: rispetto al passato, l'attività ricettiva tende a iniziare prima in primavera e a proseguire più a lungo in autunno. Parallelamente è cambiata la modalità di soggiorno. Al di fuori dei periodi tradizionali di alta stagione, il turismo è sempre più caratterizzato da soggiorni brevi e weekend, che si concentrano soprattutto dal venerdì alla domenica.
Per le lavanderie industriali significa confrontarsi con una domanda più dinamica, che richiede capacità organizzativa, flessibilità e continuità del servizio. In questo scenario, la sfida per il settore non riguarda soltanto la capacità di lavare e fornire biancheria, ma quella di diventare un componente riconoscibile della qualità dell'ospitalità. La concezione è quella di andare oltre la semplice fornitura e di creare una collaborazione strutturale e un reale supporto al cliente. Tecnologia, efficienza energetica, personalizzazione, logistica e capitale umano diventano così elementi di una stessa strategia: trasformare un servizio spesso invisibile in un valore percepito dal cliente finale”. •
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