/ Magazine / I lavaggi non tradizionali sotto la lente d’ingrandimento
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MARZIO NAVA
Perché occuparsi del lavaggio dei MOP e altri lavaggi così diversi e distanti tra loro? Perché vogliamo trattare i lavaggi non tradizionali in quanto esiste una crescente domanda di mercato ed un interesse specifico anche per ciò che marginale e residuale non è. Ci corre l’obbligo di trattarli in modo diverso perché sono lavaggi che hanno caratteristiche e peculiarità molto differenti tra di loro. Ma oltre al lavaggio dei MOP e per tutto quello che afferisce agli animali domestici quali altri lavaggi particolari vengono più diffusamente effettuati e richiesti? Ad esempio i lavaggi specifici nell’ambito dell’industria alimentare e casearia ma anche il trattamento delle coperte dei cavalli ha necessità di macchine e programmi specifici. E quali sono le caratteristiche delle macchine che effettuano questi trattamenti di lavaggio non consuetudinari? Quali programmi specifici vengono utilizzati?
Marco Oleoni Sales Director Laundry di ELECTROLUX PROFESSIONAL SPA apre il sipario su macchine e programmi dell’azienda dedicati agli “altri lavaggi”. “Porrei l’attenzione in particolare su due lavaggi non tradizionali. Il primo riguarda il trattamento di MOP, frange e panni in microfibra. L’esperienza accumulata nella pulizia dei materiali in microfibra grazie anche alla partnership con importanti operatori del cleaning professionale, ci ha permesso di raggiungere i più elevati standard di igiene, mantenendo al minimo i costi di sostituzione di mop e panni. Programmi su misura, garantiscono la rimozione di batteri e residui durante il processo di lavaggio, in modo che l’operatore possa sempre utilizzare mop puliti e sanificati. Inoltre, la possibilità di effettuare l’impregnazione direttamente in lavatrice, permette in un solo step di lavare e impregnare MOP e panni con un forte risparmio di acqua, detergenti e di lavoro”. Electrolux Professional ha sviluppato negli anni modelli di lavatrici specifiche per il trattamento dei MOP. Quali sono le peculiarità di queste macchine? “I fori del cesto sono di grandi dimensioni per rimuovere le particelle più facilmente e velocemente. Gli elementi riscaldanti sono rivestiti e costruiti con un materiale altamente resistente per un funzionamento più duraturo. Inoltre la presenza di finestrelle all’interno del cesto che fungono da filtri raccogli sfilacci, consente una facile ispezione ed accessibilità per la pulizia degli elementi riscaldanti, a vantaggio di una maggiore durata degli stessi. Infine la valvola di scarico è ad azionamento elettrico, per assicurare un rapido ed efficace scarico dell’acqua di lavaggio, senza blocchi. Il secondo ambito particolare è quello degli allevamenti del bestiame e in particolare la pulizia delle mammelle delle bovine in fase di pre e post mungitura per prevenirne le infezioni. Anche in questo settore, la collaborazione con importanti partner professionisti dell’igiene, ci ha permesso di sviluppare insieme soluzioni e programmi specifici per il trattamento dei panni in microfibra, con basso consumo d’acqua e di energia. Anche in questa applicazione, i materiali tessili al termine del ciclo di lavaggio possono essere pronti all’uso, grazie al processo di impregnazione in lavatrice, il tutto con evidenti risparmi di tempo e di operatività”, conclude Oleoni
Incontriamo Antonio Ciccarella, Responsabile Divisione Lavanderia di ÈCOSÌ, il quale focalizza l’attenzione sul trattamento sulla pulizia delle superfici, “Il MOP è uno strumento indispensabile, ma anche uno dei più critici da gestire sul piano igienico ed è quindi essenziale l'importanza del corretto trattamento dei MOP in tutti i contesti professionali: sanità, industria, Ho.Re.Ca. e comunità. Durante l'uso, i MOP assorbono sporco organico, batteri, virus e residui chimici. Se non lavati e sanificati adeguatamente, possono diventare veicoli di contaminazione e inficiare l'efficacia dell'intero processo di pulizia. ÈCOSÌ ha sviluppato quattro sistemi professionali di lavaggio in risposta a queste esigenze: ÈCOMATIC, BIG FLUID, ELBA ECOLABEL e BIO, pensati per coprire ogni esigenza di lavanderie e strutture professionali. Per noi, la disinfezione con PMC non è un'opzione, ma un pilastro del processo: AQUOXIL, a base di acido peracetico, è integrabile nei cicli come garanzia di efficacia microbiologica anche a basse temperature. Il lavaggio dei MOP – conclude – non è un'operazione accessoria: è un passaggio strategico per garantire sicurezza, igiene e continuità del servizio professionale”.
Per quanto riguarda i lavaggi non tradizionali IMESA su quali macchine o programmi specifici punta particolarmente? Lo chiediamo a Enrico Allario, Chemical Account Manager dell’azienda. “Come Imesa abbiamo una macchina per il settore lattiero caseario e quindi per l’industria alimentare di produzione formaggi che ha la particolarità di essere a chiusura stagna con la parte dei programmi che è gestita da remoto. Nell’industria alimentare quando procedono con la sanificazione utilizzano sistemi a schiumatura ad alta pressione dove ci sono schizzi d’acqua di prodotto e dunque la macchina deve essere blindata in modo tale che non entri acqua dentro le parti elettriche. La macchina è speciale mentre i programmi sono nella sostanza standard con un paio di risciacqui iniziali tanto per espellere il più dello sporco, un prelavaggio e lavaggio con temperature che variano dai 40 ai 60 più o meno quindi tradizionali. Per quanto riguarda il lavaggio dei MOP, Imesa si avvale di un programma denominato “microfibre”. Nei panni già impregnati di residuo di detergente e sporco è necessario un ciclo specifico che prevede sempre due risciacqui iniziali con centrifuga per eliminare il prodotto che è stato utilizzato sul panno e poi un ciclo di lavaggio a 60° finale. Naturalmente il ciclo di lavaggio sarà adeguato al tipo di panno ma anche alla natura del detergente che si deve rimuovere, ad esempio sgrassatore, disinfettante ecc. Poi c’è la parte dell’impregnazione di cui si occupa il detersivista. Nei differenti lavaggi, salvo casi particolari di cui abbiamo detto, la macchina è una costante, cambiano i programmi. In relazione ai lavaggi da effettuare è necessario gestire tutta una serie di programmi: differenti fasi, livello dell’acqua, rotazione del cesto, temperature. Dopo il lavaggio naturalmente si passa all’essiccatoio che ha anche in questi casi programmi dedicati in relazione alla tipologia di trattamento. Il valore aggiunto di Imesa? Come azienda mettiamo nella condizione l’operatore di potersi personalizzare ogni tipo di lavaggio modulando tutti i parametri. Dal touch dell’M11 (il nostro display) si possono modificare e personalizzare tutti i programmi”.
“Su molti lavaggi che potremmo definire non tradizionali abbiamo maturato un’esperienza pluridecennale avendo sviluppato dei macchinari che hanno allo stesso tempo programmi dedicati e caratteristiche specifiche”, ci racconta Marco Niccolini General Sales and Mkt Director di RENZACCI. “Parliamo dei MOP e in particolare di quelli che ormai rappresentano la gran parte del mercato cioè quelli realizzati in microfibra. È chiaro che la carica batterica che sono in grado di intrappolare e la quantità di impurità che sono in grado di raccogliere proprio grazie alla microfibra, impone, ovviamente, come rovescio della medaglia l’utilizzo di tecniche molto specifiche di trattamento per essere poi in grado di estrarre tali microimpurità e carica batterica da ciò che si sta pulendo. Abbiamo detto che le caratteristiche del macchinario devono essere peculiari, in che senso? Faccio riferimento per esempio ad alcune tecniche costruttive, come la sagoma delle alettature del cesto, ma anche la loro lunghezza, dimensione e angolo di inclinazione così come anche il loro rapporto con il diametro del cesto stesso. Questi sono solo alcuni dei fattori strategici fondamentali che fanno la differenza della prestazione. Per intenderci quello che oggi molti definirebbero come l’hardware della macchina. Poi c’è ovviamente il programma software che lavora in tandem con le caratteristiche progettuali e strutturali del macchinario. Poter regolare le rampe di salita e discesa della temperatura, precisione dei livelli di lavaggio, dosaggio dei detergenti ecc. Programmi ad hoc per ogni clientela. I lavaggi nell’industria alimentare comportano l’impiego di tecniche di pulizia che preservino la natura degli involucri come ad esempio succede nell’ambito dell’industria casearia, ma anche di perfezionamento degli insaccati, dove è necessario garantire un certo rapporto di sbattimento e di rotazione del cesto. La disinfezione in questi casi è fondamentale. In alcuni tipi di industria l’omogeneità con cui si fanno traspirare panni, teli o involucri utilizzati è anche garanzia di uniformità dei processi di fermentazione e come tale delle fasi di preparazione del prodotto alimentare. In tutti questi casi non si parla tanto di lavaggio quanto di trattamento personalizzato, in quanto l’attenzione è spostata sulla preservazione delle caratteristiche originali di ciò che viene usato. Come Renzacci per tutti i trattamenti abbiamo una gamma completa di macchinari che va dai 9 Kg ai 120 kg di capacità con le relative asciugatrici per fare fronte a ogni tipo di problematica”, conclude Niccolini.
Questo reportage coinvolge sempre di più anche me che intervisto, perché tra i lavaggi non consueti ce ne sono effettivamente molti e particolari. È questo il caso delle macchine da lavaggio di ALLIANCE LAUNDRY SYSTEMS che come ci dice Vittorio Maglione, Country Manager Italia dell’azienda, le macchine si adattano ad ogni richiesta specifica. “Abbiamo richieste anche per il lavaggio dei pannetti di mungitura”. In che cosa consiste? “Negli impianti di mungitura prima di attaccare il tiralatte, la mammella della mucca deve essere appositamente lavata e disinfettata. Ci sono dei panni che sono inumiditi con prodotto disinfettante. La caratteristica è che l’impianto di lavaggio garantisca al pannetto pulito la temperatura intorno ai 38° idonea alla mammella della mucca. In questo caso oltre alla pulizia fondamentale è anche la temperatura in quanto se il pannetto è troppo freddo la resa della mungitura è bassa in quanto la mammella si ritrae. Ma anche il lavaggio nell’ambito dei maneggi è particolare, coperte per i cavalli e sottosella, in questi casi la macchina e il programma devono trattare capi con molto pelo e per rimuoverli è necessario un programma con una detergenza dedicata”. Passiamo ai MOP, come avviene dopo il lavaggio la fase di impregnazione? “Nella fase finale del lavaggio dove tradizionalmente si inserisce l’ammorbidente s’immette in macchina un prodotto impregnante che viene assorbito dal MOP anche attraverso una centrifuga a bassi giri, in questo modo avviene una distribuzione uniforme. Il costo pulizia negli appalti è al metro quadrato di superficie pulita. Un altro lavaggio inconsueto (so che altre aziende te ne hanno parlato) è quello nell’industria casearia”. Il telo che deve essere lavato di quale materiale è fatto? “Cotone e lino e deve essere necessariamente trattato ad ogni cagliata che in alcuni caseifici si ha anche due volte al giorno ma dipende dalle loro esigenze”, conclude Maglione.
“Forniamo dei macchinari specifici ed effettuiamo delle messe a punto particolari per lavaggi non tradizionali come quello dei MOP in particolare nel settore delle RSA ed ospedaliero”, ci dice Marzio Klos Direttore Commerciale Italia/Estero di BRENTARENO. “Lavaggi certificati che permettono l’abbattimento di ogni carica batterica. Operiamo con precise calibrazioni delle macchine che permettono dosaggi precisi per l’impregnazione del MOP in modo da massimizzare l’effetto pulente ed igienizzante. Le nostre macchine trattano MOP in cotone e microfibra. Il valore aggiunto è rappresentato dalla progettazione del cestello la cui i battitori dalla forma ottimizzata incrementano il movimento dell’acqua mentre i fori presenti nel cestello consentono la facile rimozione dello sporco. Da aggiungere che l’adattabilità della velocità della centrifuga garantisce il giusto livello di umidità per ottimizzare la prestazione del moccio. Inoltre la macchina è dotata, nella parte sottostante, di un cassetto con filtro a particelle solide appositamente studiato per il lavaggio dei MOP. Rilevante poi e nostro cavallo di battaglia la Pet dry Wash macchina a colonna essenziale per lavare cucce, coperte e indumenti che vengono utilizzati per gli animali domestici. Forniamo inoltre macchine più grandi per il lavaggio delle coperte dei cavalli”. Tra un trattamento ed un altro cambiano solo i programmi di lavaggio o anche le macchine? “Tra le macchine per animali domestici e quelle usate per lavare gli accessori dei cavalli cambiano le dimensioni delle macchine poi il resto è molto simile, in entrambi i casi c’è la questione del pelo che le nostre macchine risolvono. La macchina utilizzata per i MOP e quella utilizzata per l’ambito alimentare e in particolare della lavorazione del formaggio nella sostanza sono molto simili ma con programmi differenti”. •
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