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Pulitintolavanderie: tra difficoltà e potenzialità, quale futuro?

Marzio Nava

Ricordate l’indagine delle lavanderie attive in Italia commissionata da Assosecco a Infocamere (Detergo, ottobre 2023) e di cui abbiamo dato conto anche sulla nostra rivista qualche mese fa?

Vogliamo ritornare a quell’indagine annotando qualche breve considerazione. Il primo dato eclatante, che francamente non ci ha stupito, è che le tintolavanderie attive in Italia sarebbero 15.717 e che in relazione alla popolazione ci sarebbe una lavanderia ogni 4.000 abitanti. Troppe rispetto ad altri Paesi europei? Ci si stupisce che in Francia e Germania il rapporto sia di una lavanderia ogni 20 mila/30 mila abitanti? Nulla di nuovo e imprevisto, corrisponde alle caratteristiche “genetiche” del nostro tessuto produttivo in cui indipendentemente dal settore specifico c’è, dagli anni ruggenti dello sviluppo post bellico nazionale, una polverizzazione di piccole e piccolissime imprese.

È la radiografia produttiva del nostro Paese. Per alcuni osservatori è una potenzialità per altri un Tallone d’Achille.

Per tale situazione, non ci sono responsabili precisi da additare e non ci sono comportamenti famelici e aggressivi da addebitare ai produttori. Ognuno fa il proprio mestiere cercando se possibile di svolgerlo al meglio, i Produttori hanno un ruolo le Associazioni un altro.

Negli ultimi anni le tintolavanderie si sono ridimensionate come numero? Il motivo va rintracciato nel fatto che questa attività specifica non è più solo un’attività di carattere artigianale ma è necessario intraprenderla come attività imprenditoriale. I tempi sono inesorabilmente cambiati e tutti dobbiamo interrogarci su quale sia il modo migliore per svolgere al meglio e in modo produttivo e redditizio un’attività economica.

Le industrie, soprattutto del lavaggio a secco, sono rimaste vittima del proprio operato? La questione relativa al lavaggio a secco degli ultimi vent’anni è un po’ più articolata e complessa. Il lavaggio a secco “nel mondo” ha cambiato pelle, natura e ragion d’essere. Il lavaggio a secco ha subito una vera e propria metamorfosi. Il mutamento normativo e il cambiamento del modo di vestire hanno avuto un ruolo rilevante nel ridisegnare un intero settore produttivo su basi completamente nuove. È in virtù di ciò che gli imprenditori più lungimiranti e che hanno seguito e promosso nuovi modelli di business stanno avendo ottimi riscontri e successi dal mercato.

Il lavaggio a secco è sempre stato e continua ad essere un fiore all’occhiello italiano nel mondo. In quest’ambito le nostre aziende hanno una visione internazionale tanto è vero che il fatturato per la stragrande maggioranza delle imprese è conseguito proprio all’estero.

Anche le innovazioni tecnologiche nel nostro settore sono lì a dimostrarlo e nei prossimi anni anche lo sviluppo dell’intelligenza artificiale costituirà la “grande frontiera” anche per il nostro settore, saremo tutti coinvolti nessuno escluso. Il mercato da questo punto di vista è impietoso e selettivo, permane come soggetto economico solo colui che ne ha capacità e requisiti, piaccia o meno. Non c’è stata proprio alcuna bolla speculativa da parte dei produttori. Le aziende produttrici come qualsiasi altro attore economico agiscono per un preciso interesse ma sempre all’interno di una cornice valoriale e di compatibilità sociale.

Certo la pandemia prima, la crisi energetica e le impennate inflattive poi (che hanno molto inciso sugli interessi passivi per prestiti, mutui ecc), hanno contribuito in modo determinante ad operare un’ulteriore selezione nei confronti di attività deboli, senza possibilità o volontà di innovare la propria attività. Come tutte le attività anche la tintolavanderia deve e dovrà sempre più accrescere, migliorare e diversificare l’offerta dei propri servizi. Il mercato è variegato e multiforme.

Certo, ci sono attività che hanno difficoltà ad aprire la saracinesca ogni mattina ma il mercato non è solo una valle di lacrime. Ci sono realtà economiche, anche piccole, che crescono e ci sono imprenditori che ogni giorno decidono di crederci e di investire con grande successo.

Da parte dell’Associazione dei fornitori - AIFL, come ben sanno le Associazioni di categoria, in primis Assosecco c’è sempre stato uno spirito di collaborazione e di cooperazione (partendo dall’ospitalità che ogni mese garantiamo loro su questo Magazine) orientato al miglioramento e allo sviluppo del settore e del mercato. Ognuno deve fare la propria parte, i produttori, le tintolavanderie, le lavanderie di più grandi dimensioni e le associazioni di categoria, ciascuna secondo le proprie responsabilità e competenze.

Le virtù (e in alcuni casi i limiti) della libera concorrenza e del mercato esistono dai tempi remoti, come disse il noto storico medievalista, Jacques Le Goff, “le cattedrali sono quasi sempre situate nelle città, che si facevano concorrenza per vantare la cattedrale più grande, più alta e più bella”

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