/ Magazine / Altri articoli / MARKETING E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA NUOVA LINFA PER LA RIPARTENZA DEL SETTORE LAVANDERIA
di
ALESSANDRO MARTEMUCCI
Lean Marketing Manager
STRUMENTI ED ESEMPI PRATICI PER SEMPLIFICARE ED INNOVARE I MODELLI DI BUSINESS IN LAVANDERIA
Il comparto della lavanderia, sia industriale sia retail, sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Da un lato, la crescente pressione competitiva e l’evoluzione delle abitudini di consumo impongono nuove strategie; dall’altro, tecnologie come l’intelligenza artificiale mettono a disposizione strumenti inediti per ripensare i modelli di business. Non si tratta di un cambiamento che riguarda soltanto le piccole lavanderie a conduzione familiare, ma l’intera filiera del settore: dai produttori di macchinari ai distributori di prodotti chimici, dalle aziende di software alle catene di lavanderie self-service, fino agli operatori specializzati nel noleggio di biancheria. Tutti questi attori possono beneficiare dell’integrazione tra marketing e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere il comparto più efficiente, sostenibile e vicino alle esigenze del cliente.
La domanda tradizionale di servizi di lavaggio sta cambiando. I consumatori finali cercano oggi rapidità, efficienza, tracciabilità, sostenibilità e trasparenza, mentre le aziende, dagli hotel alla ristorazione, fino al settore sanitario richiedono qualità costante, efficienza energetica e riduzione dei costi. In questo contesto, le tecniche di marketing basate sull’analisi dei dati e gli strumenti di intelligenza artificiale offrono al comparto nuove opportunità: parlare un linguaggio più moderno, rispondere meglio alle esigenze dei diversi target e proporre servizi a reale valore aggiunto.
Intelligenza artificiale come motore di innovazione lungo la filiera
Il marketing supportato dall’intelligenza artificiale non riguarda solo le lavanderie di quartiere, ma l’intero ecosistema del settore. Ecco alcuni casi pratici in cui l’IA è diventata il cuore di un modello di business più competitivo.
Produttori di macchine
Grazie all’Internet of Things, i macchinari connessi raccolgono dati preziosi che possono essere trasformati in insight di marketing e supply chain. Queste informazioni permettono non solo di ottimizzare i flussi di fornitura, ma anche di proporre manutenzione predittiva, prevedendo guasti e programmando interventi tecnici mirati. I prodotti diventano così “aumentati”, in costante dialogo con i produttori e in grado di fornire dati sull’uso effettivo delle macchine e dei prodotti. Alcune multinazionali del settore hanno già sviluppato sistemi basati su IA per trasformare la vendita in un rapporto continuativo con i clienti industriali.
Distributori
Per i distributori di prodotti e apparecchiature, l’integrazione dell’IA con i gestionali aziendali ha avviato una fase di automazione avanzata. È ora possibile segmentare meglio i clienti (piccole lavanderie, lavanderie industriali, altri clienti), proporre offerte mirate tramite newsletter o e-commerce intelligenti e persino monitorare da remoto il funzionamento delle macchine, offrendo così contratti di manutenzione predittiva. Un approccio che trasforma i dati in valore aggiunto per i clienti.

Catene di lavanderie self-service
Le reti di lavanderie self-service stanno sperimentando strumenti basati su IA che analizzano i flussi di utilizzo e inviano notifiche push personalizzate. Un esempio è l’app che suggerisce ai clienti l’orario meno affollato per recarsi in lavanderia, oppure propone promozioni in fasce orarie specifiche. I risultati parlano chiaro: migliore distribuzione dei carichi e incremento del fatturato medio per macchina. In parallelo, piattaforme di customer analytics studiano i comportamenti dei clienti, fornendo insight su frequenza di utilizzo, tipologia di servizi richiesti e sensibilità al prezzo. Questo apre la strada a modelli di pricing dinamico, con tariffe variabili a seconda della stagionalità o della saturazione degli impianti.
Efficienza energetica e logistica
Un altro fronte è quello dell’ottimizzazione energetica. Sistemi intelligenti regolano i cicli di lavaggio per ridurre consumi di acqua ed energia, con vantaggi economici e ambientali. Allo stesso modo, soluzioni di magazzino intelligente stanno rivoluzionando il noleggio di biancheria per hotel e ristoranti. Un’azienda del settore, ad esempio, utilizza algoritmi di machine learning per prevedere la domanda in base alle stagioni turistiche, ottimizzando logistica e tempi di consegna.
Benefici per l’intero ecosistema
L’introduzione dell’IA non porta vantaggi solo alle singole lavanderie, ma all’intero settore: • Maggiore efficienza: processi più snelli, riduzione dei costi operativi.
• Sostenibilità: minori consumi energetici e idrici, comunicabili anche come valore di marketing.
• Fidelizzazione: clienti finali più soddisfatti grazie a servizi personalizzati e a un’esperienza più fluida.
• Nuovi modelli di business: dal “pay-per-use” al noleggio su abbonamento, fino ai servizi digitali integrati con piattaforme.
Da dove partire? Pillole di marketing e AI per la lavanderia
Le nuove abitudini dei consumatori, la diffusione dei servizi on demand e l’impatto della pandemia hanno costretto molte attività a ripensare i propri modelli di consumo e di marketing. Strumenti tradizionali di comunicazione come il passaparola, il volantino o l’affisione restano utili, ma non sono più sufficienti. Oggi i clienti scelgono in base ad un percorso che inizia molto più spesso dallo smartphone. È proprio in questo scenario che il connubio tra marketing e intelligenza artificiale rappresenta una risorsa strategica, capace di ridare slancio e vitalità al settore, offrendo alle imprese strumenti più mirati ed efficaci per intercettare e fidelizzare la clientela. I benefici sono concreti e misurabili: risparmio di tempo nelle attività di gestione e comunicazione, miglior rapporto con i clienti, che percepiscono un servizio più rapido e personalizzato. Incremento dei margini, grazie a servizi innovativi e a una gestione più efficiente dei costi. Differenziazione sul mercato: la lavanderia non è più solo un luogo dove lavare i capi, ma un’impresa smart che risponde alle esigenze moderne.
Anche le lavanderie di quartiere stanno scoprendo il potenziale delle campagne pubblicitarie geolocalizzate. Con strumenti come Google Ads o Meta Ads, è possibile raggiungere in modo mirato le persone che vivono nel raggio di poche centinaia di metri. Con investimenti minimi, gli algoritmi di intelligenza artificiale analizzano gli interessi degli utenti e propongono l’annuncio giusto alla persona giusta. Così, chi cerca online “lavaggio tappeti Milano” o “lavanderia aperta domenica Roma” riceve immediatamente l’offerta più pertinente. Un cambiamento radicale rispetto al tradizionale volantino o alla cartellonistica. Oggi però il cliente è più informato, utilizza lo smartphone per scegliere i servizi e si aspetta risposte rapide: meno sprechi e una platea di clienti realmente interessati.
L’intelligenza artificiale trova applicazione anche nelle campagne stagionali. Grazie a strumenti di automazione, e persino con il supporto di sistemi come ChatGPT, è possibile profilare in pochi secondi file Excel con i dati dei clienti e inviare comunicazioni mirate al momento giusto. Gli esempi non mancano: promozioni sui piumoni prima dell’inverno, offerte dedicate ai capi delicati dopo le festività o pacchetti speciali per studenti universitari al rientro in città. In questo modo, il marketing diventa più intelligente e tempestivo, trasformandosi da costo pubblicitario in un vero strumento di relazione e fidelizzazione.
La comunicazione con il cliente si conferma un elemento chiave per il successo delle lavanderie. Sempre più attività stanno adottando chatbot integrati con piattaforme come WhatsApp o Messenger, strumenti che – grazie all’intelligenza artificiale – riescono a rispondere in tempo reale alle domande più frequenti, gestire prenotazioni e inviare promemoria automatici. Un caso interessante arriva da Torino, dove una lavanderia ha introdotto un chatbot collegato a WhatsApp Business in grado di avvisare i clienti non appena un capo è pronto per il ritiro. L’iniziativa, a costo zero, ha portato a una riduzione del 40% delle telefonate e a un miglioramento significativo della soddisfazione dei clienti, che ricevono informazioni puntuali e senza attese. Questi esempi mostrano come l’adozione di soluzioni digitali e basate sull’IA possa contribuire a rendere più efficienti i servizi tradizionali, migliorando l’esperienza complessiva dell’utente.
Fidelizzazione intelligente
Uno dei maggiori vantaggi dell’intelligenza artificiale è la capacità di analizzare e valorizzare i dati. Grazie a un gestionale evoluto, persino una piccola lavanderia può creare un profilo digitale dei propri clienti, comprendendo chi porta spesso camicie, chi predilige il servizio di stiratura, chi richiede lavaggi a secco o trattamenti particolari. Su questa base, il sistema diventa un vero e proprio consulente di marketing personalizzato, capace di suggerire offerte mirate e utili. Ad esempio se un cliente porta regolarmente cinque camicie a settimana, il software può proporgli un abbonamento mensile a prezzo vantaggioso. Se una famiglia utilizza il servizio solo in occasioni specifiche, come per piumoni e tende due volte l’anno, si può inviare un promemoria stagionale accompagnato da uno sconto dedicato. Il risultato è un marketing meno invasivo e più rilevante, perché non disturba con promozioni generiche, ma risponde a bisogni concreti, creando valore sia per il cliente che per l’attività. In questo modo la lavanderia non si limita a offrire un servizio, ma costruisce un rapporto di fiducia e continuità con la propria clientela.
Comunicazione fresca e incisiva
Con strumenti come Gemini, ChatGPT, Copilot e molte altre piattaforme di intelligenza artificiale, oggi è possibile farsi ispirare e ricevere idee originali, slogan accattivanti e messaggi personalizzati per contattare i clienti in modo fresco, immediato e creativo. Questi assistenti non solo accelerano i processi di brain- storming, ma permettono anche di esplorare nuovi linguaggi comunicativi, adattandosi ai diversi target e ai canali di marketing più efficaci. In pochi minuti si possono generare spunti innovativi, campagne di comunicazione persuasive e contenuti capaci di catturare l’attenzione e creare relazioni più autentiche con il pubblico. La creatività, supportata dall’AI, diventa così più accessibile, veloce e strategica, aprendo possibilità che fino a ieri erano riservate solo a grandi team di marketing e comunicazione.
Molte lavanderie hanno già sperimentato il servizio di ritiro e consegna a domicilio, ma con l’intelligenza artificiale questo modello può fare un salto di qualità, diventando più efficiente, sostenibile e centrato sul cliente. Oggi alcune piattaforme di logistica integrano algoritmi in grado di calcolare i percorsi ottimali considerando variabili come il traffico, gli orari di apertura dei condomini e persino le preferenze dei clienti. In questo modo, i giri di consegna vengono pianificati con estrema precisione, riducendo sprechi di tempo e carburante. Un esempio concreto arriva da un esercizio di Bologna, che grazie a questo sistema ha ottenuto un -20% nei costi di trasporto e un sensibile aumento della puntualità nelle consegne. Ma l’innovazione non si ferma qui. Stanno nascendo i cosiddetti abbonamenti intelligenti, resi possibili da software di machine learning che analizzano le abitudini di consumo dei clienti. Questo consente di proporre pacchetti su misura: lavaggi settimanali per chi utilizza il servizio con regolarità, soluzioni “family” per i nuclei familiari numerosi, oppure offerte “business” dedicate a professionisti e aziende. In questo modo, la lavanderia diventa non solo un servizio, ma un partner affidabile e personalizzato, capace di anticipare i bisogni e di costruire un rapporto di fiducia con la clientela.
Così come le compagnie aeree modulano i prezzi in base alla domanda, anche le lavanderie possono oggi applicare tariffe flessibili grazie all’intelligenza artificiale. I sistemi di pricing dinamico consentono, ad esempio, di proporre sconti nei giorni meno affollati, incentivando i clienti a distribuire meglio gli ordini. A Firenze, una lavanderia che aveva registrato il mercoledì come giornata “vuota” ha introdotto una promozione mirata proprio in quel giorno, gestita da un software di IA: il risultato è stato un +15% di capi lavati, senza incidere sui margini. Ma i benefici non si fermano alla gestione dei prezzi. L’IA può contribuire anche all’ottimizzazione dei consumi energetici. Alcuni software monitorano i cicli di lavaggio, suggeriscono gli orari in cui l’energia ha un costo inferiore e aiutano a ridurre gli sprechi d’acqua. Un vantaggio economico per l’impresa, ma anche un beneficio ambientale, sempre più apprezzato da una clientela attenta alla sostenibilità.

Con l’intelligenza artificiale, anche una semplice lavanderia di quartiere può trasformarsi in un vero e proprio brand. Non si tratta più soltanto di garantire un servizio di qualità, ma di curare la customer experience in ogni fase: dal primo contatto online fino alla riconsegna dei capi. Gli esempi creativi non mancano:
• un sistema che invia un messaggio personalizzato di ringraziamento dopo ogni lavaggio;
• una piattaforma che permette al cliente di tracciare lo stato dei capi – “in lavaggio”, “in stiratura”, “pronto al ritiro” – proprio come accade con le spedizioni dei corrieri;
• un’app che calcola l’impatto ecologico risparmiato scegliendo lavaggi a basso consumo.
Dettagli come questi, resi possibili dall’IA e da software ormai accessibili anche alle piccole realtà, trasformano la lavanderia da semplice servizio di quartiere a esperienza moderna, curata e sostenibile, in linea con le aspettative dei consumatori di oggi.
Nuova creatività
Con strumenti intuitivi come Canva, e soprattutto grazie all’evoluzione di Nano Banana, la creatività e la comunicazione non conoscono più limiti. Oggi è possibile dare vita alle proprie idee in maniera rapida, semplice e accessibile a tutti. Con pochi click – e con un investimento quasi nullo – si possono generare immagini accattivanti, grafiche originali e contenuti visivi che valorizzano la nostra creatività. Basta formulare la giusta richiesta, e in pochi istanti ciò che prima richiedeva tempo, competenze tecniche e risorse economiche, ora prende forma davanti ai nostri occhi. Nano Banana, in particolare, apre la strada a una nuova era di creatività automatizzata: non solo uno strumento, ma un vero e proprio alleato capace di trasformare le idee in contenuti visivi coinvolgenti, rendendo la comunicazione più immediata, emozionale e potente.
Le sfide da affrontare
Naturalmente, l’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore delle lavanderie non è priva di ostacoli. Molti titolari temono che l’introduzione di nuove tecnologie comporti investimenti troppo elevati o competenze tecniche difficili da acquisire. In realtà, oggi esistono soluzioni accessibili, sia gratuite (anche se con funzioni limitate) sia in abbonamento mensile, scalabili e semplici da utilizzare. Questo consente di iniziare con poco e crescere gradualmente. La sfida più grande, però, è spesso culturale: uscire dalla logica del “si è sempre fatto così” e accettare un processo di innovazione fatto di piccoli passi e sperimentazione. Un approccio consigliato è quello di partire da un singolo strumento, ad esempio un’app di intelligenza artificiale per la creazione di contenuti, un chatbot per la comunicazione con i clienti o una piattaforma di gestione interna. Una volta presa confidenza, sarà più semplice estendere gradualmente l’uso dell’IA a campagne di marketing, logistica e ottimizzazione dei processi interni, costruendo così un percorso di digitalizzazione sostenibile e progressivo. •
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